Carburanti: tra ritocchi, tasse e sconti

da Milano

Il caro carburanti è ormai un’emergenza costante. Lo scorso anno le famiglie italiane hanno acquistato 36 miliardi di litri di benzina e gasolio, pagando quasi 24 miliardi di tasse. Stando alle stime della Cgia di Mestre, l’esborso per i carburanti è equivalso alla spesa complessiva per mobili ed elettrodomestici; e senza la moneta unica, sarebbe cresciuto del 46,3% in più. Le compagnie petrolifere, operanti in regime di libera concorrenza dal ’93, non sono vincolate a calmierare i prezzi, ma c’è comunque chi prova a percorrere nuove strade.
«Spesso accusati di ritoccare subito al rialzo i listini quando il costo del greggio sale e di non essere altrettanto celeri quando cala - dice Fabio Bonavita, responsabile retail di Erg - abbiamo fatto una scelta di trasparenza: ogni settimana modifichiamo i prezzi consigliati esattamente nella misura della variazione media dei prezzi internazionali Platt’s di benzina e gasolio registrata nei 7 giorni precedenti», applicando un ulteriore «ammortizzatore», entro i 10 millesimi al litro, se il listino risulta più alto dei concorrenti. In effetti, il prezzo del prodotto base è l’unica componente del costo totale dei carburanti su cui pesa il rapporto tra domanda e offerta: «Il 63% del prezzo della benzina - spiega Bonavita - è composto da accise e Iva, mentre il costo industriale di un litro che giunge al Porto di Genova rappresenta il 26% del prezzo finale. Il restante 11% è diviso tra il margine delle compagnie petrolifere (8%) e il guadagno del gestore (3%)». Ricavi delle compagnie a parte, l'elemento variabile è dato dal prezzo internazionale, quel 26% che appare influenzato da molteplici fattori. «Sulle quotazioni ha inciso fortemente la crescita delle economie di Cina e India, il cui Pil nell’ultimo triennio è aumentato rispettivamente oltre il 10% e l’8%, con una domanda capace di mettere sotto pressione le riserve mondiali. Se in precedenza la scoperta di nuovi giacimenti riusciva ad accrescerne il volume, oggi non è più così». A creare tensione sui mercati sono anche il ripristino delle scorte strategiche degli Usa, per far fronte alle emergenze come pure alle esigenze belliche, gli eventi meteorologici (dagli inverni rigidi alle devastazioni degli uragani) e il terrorismo. Il metodo di formazione dei listini studiato da Erg si propone di garantire che prezzo industriale e prezzo alla pompa si muovano alla stessa velocità. Che sia davvero così lo si può verificare su www.emis.platts.com e, quindi, sul sito del ministero delle Attività Produttive, nella sezione dedicata all’Osservatorio Prezzi (www.maposserva.it), dove sono quotidianamente pubblicati i listini praticati dalle compagnie. Peraltro, così com’è vero che i gestori non sono obbligati a seguire le raccomandazioni delle compagnie, è altrettanto certo che nella rete, tra self service, pre-pay e altre opzioni, non mancano gli sconti: l’intervallo è compreso tra i 21 e i 60 millesimi di euro, come rileva l’ufficio studi di Confcommercio. Certo, nella scelta aiutano cartelli ben visibili: gli stessi che lungo le autostrade sono però assenti.