Carburanti sempre più cari:la verde a un passo da 1,9Salasso da 735 euro annui

Per la verde registrate "punte" in alcune aree del Centro Italia che si avvicinano a 1,9 euro al litro. Secondo il Codaconsi è un aggravio da almeno 730 euro all'anno

Un'altra ondata di rincari si è abbattuata sui prezzi dei carburanti che adesso puntano verso i due euro. Anche dopo questo fine settimana sono proseguiti gli aggiustamenti al rialzo. Nella media nazionale, il prezzo della benzina resta attorno a 1,79 euro al litro ma tocca "punte" in alcune aree del Centro che si avvicinano a 1,87 euro al litro. "Un rincaro che, in termini annui, si traduce in un aggravio di 408 euro per costi diretti e 327 euro annui per costi indiretti, per un totale di 735 euro annui", hanno commentato i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Roasario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Nel fine settimana, la Shell ha aumentato di un centesimo il prezzo raccomandato della benzina e di 0,5 centesimi quello del diesel. Restano ferme invece le altre compagnie che, tuttavia, risentono dei recenti rincari e vedono salire lievemente i prezzi praticati sul territorio. Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia, il diesel è ormai mediamente oltre quota 1,73 euro al litro con picchi al Sud di 1,77 euro al litro. "Nel dettaglio, il prezzo medio praticato della benzina va oggi dall’1,785 euro al litro degli impianti Q8 all’1,794 di quelli Tamoil - si legge - per il diesel si passa dall’1,726 euro/litro di Q8 all’1,736 di Tamoil". Il Gpl si attesta, invece, tra lo 0,767 euro al litro di Shell e lo 0,779 di Q8.

Secondo i leader delle associazioni dei consumatori, "non se ne può davvero più, i prezzi dei carburanti hanno raggiunto livelli ormai intollerabili. Non dimentichiamo che ogni aumento agisce da moltiplicatore micidiale sui prezzi e sulle tariffe". Sia Trefiletti sia Lannutti fanno sapere che "la situazione è addirittura peggiore in alcune aree del Paese, dove il prezzo della benzina ha raggiunto quota 1,85-1,87 euro al litro, anche a causa dell'ulteriore incremento delle accise a livello regionale". In questo caso, il rincaro da febbraio 2011 è di ben 41 centesimi al litro, pari a ricadute di 492 euro annui per costi diretti e 394 euro per costi indiretti, per un totale di 886 euro annui. Proprio per questo Federconsumatori e Adusbef ritengono "necessario aumentare la concorrenza nel settore, permettendo a tutti i gestori di rifornirsi da chi applica il prezzo più conveniente, trasmettendo poi i benefici al consumatore finale".