Carcare, a qualcuno piace caldo E il sindaco accende i caloriferi

A Savona il caldo rischia di costare caro a due gattini che avevano cercato riparo sotto il cofano di un’automobile

Caldo estivo, ma caloriferi accesi. Addirittura con due giorni di anticipo: succede a Carcare, dove le correnti d’aria pare facciano sfracelli. E allora il sindaco ha dato il via libera all’accensione del riscaldamento nelle case e negli uffici. Impianti attivati, dunque, già a partire da venerdì scorso, in deroga alla normativa che fissa l’avvio delle caldaie al 15 ottobre. Con una motivazione formalmente ineccepibile: «Le attuali condizioni climatiche impongono la necessità di anticipare l’attivazione degli impianti termici - si legge nella delibera -. Viste le continue e pressanti richieste pervenute dall’amministrazione dai cittadini, soprattutto dagli anziani, dagli uffici pubblici e dagli istituti scolastici», non si poteva più dire di no. E pazienza se il meteorologo ribadisce l’eccezionalità del prolungamento dell’estate in tutta Europa, se in Liguria chi ha tempo fa ancora il bagno in mare, e se l’anticiclone delle Azzorre non se la sente di abbandonare il continente. A Carcare dev’essere tutta un’altra storia: spifferi a raffica, temperature polari, ecosistema di natura glaciale, raffreddori a go go. Pertanto, in quella località per altri versi deliziosa, i caloriferi vanno già a tutta forza. Con qualche piccola limitazione: gli impianti, secondo il provvedimento del sindaco, potevano essere accesi nei giorni scorsi «per un massimo di 7 ore fra le 5 e le 23. Da oggi, con l’entrata in vigore della normativa ordinaria, le caldaie potranno funzionare per 14 ore al giorno fino al 15 aprile 2007». E pazienza se il termometro segna anche «+26°». A Carcare, a qualcuno piace caldo. Anzi, a tutti.
D’altronde, si sa, il freddo fa male. Ma il caldo può fare peggio. Andatelo a dire a quei due gattini che si sono infilati nel vano motore di due automobili, in via Gioberti e in via Martiri della Deportazione a Savona, evidentemente attirati dal tepore del sito. Solo che poi non sono più riusciti a uscire, si sono messi a miagolare e hanno attirato l’attenzione di cittadini e volontari della Protezione animali. Particolarmente complesse, ma riuscite le operazioni di salvataggio. E i micetti hanno guadagnato l’adozione da parte degli amici degli animali: da ieri dormono in casa. Non farà caldo come nel motore, ma ci sono sempre i caloriferi. «E poi, mica siamo a Carcare, miao».