In carcere chi evade oltre 3 milioni di euro Tutti i redditi sul web

Le novità: contributo di solidarietà solo per statali e pensionati
d’oro. Minori trasferimenti agli enti locali, ma avranno l’intera Robin
tax. Il premier: <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/manovra_oggi_tremonti_presentera_emenda... target="_blank">rispetteremo il pareggio di bilancio, opposizione criminale
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Roma «Invece di un contributo di solidarietà, avremo un contributo dall’evasione». Giulio Tremonti sintetizza così le ultime principali modifiche alla manovra economica: salta infatti definitivamente la super Irpef per il settore privato (resta però nel pubblico impiego e a carico delle «pensioni d’oro», e i 3,8 miliardi di euro attesi dal contributo arriveranno, assicura il ministro dell’Economia, dalla lotta all’evasione fiscale. Misure molto forti, quelle decise ieri. Galera certa per chi avrà evaso le imposte per un valore superiore a 3 milioni di euro: non vale più, oltre quella cifra, la sospensione condizionale della pena.

E ancora: riduzione delle soglie di evasione oltre le quali oggi sono previsti sconti di pena; stretta sulle società di comodo; minori vantaggi tributari per le coop; e anche controlli sistematici per coloro che utilizzano beni aziendali concessi in godimento (come auto e appartamenti intestati a società). Dal solo inasprimento delle pene dovrebbero giungere 1,1 miliardi di euro in tre anni.
Ma quel che più spaventerà i contribuenti infedeli è la possibile pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi nei siti internet dei Comuni. La norma potrebbe consentire ai Comuni di incassare il 100% dei frutti della lotta all’evasione, se dimostreranno la loro partecipazione all’attività di accertamento tributario. E non c’è dubbio che i Comuni approfitteranno dell’occasione, anche perché i tagli previsti nei loro confronti sono superiori alle previsioni: ammontavano a 3 miliardi, dopo il dimezzamento deciso ad Arcore, ma adesso tornano a quota 4,2 miliardi.

C’è anche un pezzo dei tagli alla politica, che dopo l’accordo di Arcore sembravano rinviati a una riforma costituzionale oppure eliminati. Per quanto riguarda le Province, viene dimezzato il numero dei consiglieri e degli assessori. Tutto questo, in attesa che arrivi l’abolizione totale. Anche i piccoli Comuni, che hanno evitato la chiusura delle amministrazioni, dovranno fare sacrifici, servizi gestiti con altri municipi e tagli a consiglieri e assessori. Già approvato, tra le polemiche, l’emendamento che mira a ridisegnare le circoscrizioni giudiziarie. Domani continueranno le votazioni sugli emendamenti del relatore e delle opposizioni. Il testo dovrebbe arrivare martedì nell’Aula del Senato. Per il momento, non è stata posta la fiducia.