Al via il carcere per i graffitari Multe ai palazzi non ripuliti

Il ministro Prestigiacomo vara la linea dura: sanzioni fino a 30mila euro per chi imbratta i muri. Ma i proprietari li dovranno ridipingere. Il disegnatore Bros: <strong><a href="/a.pic1?ID=296392">&quot;Arrestino anche chi affigge abusivamente&quot;</a></strong>

Roma - Multe salatissime, fino a 30mila euro, per chi imbratta i muri (ma non solo). In pratica, sanzioni anche trenta volte superiori rispetto a quelle oggi previste. Rischia sei mesi di carcere chi invece raffigura criminali, senza esprimere disapprovazione per il personaggio in questione. «Batosta» di 3mila euro per chi sposta, manomette o insudicia i cassonetti dei rifiuti. Giro di vite del governo contro i «beceri graffiti», definiti così da Silvio Berlusconi, che ha posto una priorità d’azione al contrasto del fenomeno.

Questi i punti chiave del disegno di legge, relativi ai trasgressori, che venerdì potrebbe già finire al Consiglio dei ministri convocato a Napoli. Ma nella bozza del provvedimento, messo a punto (su mandato del premier) dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo - suscettibile nelle prossime ore di modifiche e limature - figurano importanti novità anche nei confronti di chi subisce l’atto vandalico. I Comuni avranno il compito di chiedere ai proprietari degli immobili «colpiti», entro 90 giorni, la ripulitura. La beffa dopo il danno? Non è del tutto così: le spese sostenute saranno detraibili dalle tasse. Ma l’articolo 3 del ddl (sembra tramontata l’ipotesi del decreto) prevede però una multa di 10mila euro, che può anche triplicare, per chi disattende l’ordinanza del sindaco. Inoltre, con il provvedimento - su cui si sono confrontati ieri i tecnici dei ministeri di Beni culturali, Giustizia, Interni, Istruzione, Sviluppo economico, Rapporti con le Regioni e Funzione pubblica - si dà il via libera all’utilizzo della videosorveglianza da parte dei Comuni e si istituisce la Giornata nazionale dell’Ambiente (5 giugno).

Vandali in prigione
Nella bozza in esame è prevista la modifica dell’articolo 639 del Codice penale. Nel comma 1-bis, da aggiungere, si stabilisce che il responsabile di «nocumento» al decoro urbano verrà punito con una multa fino a 10.000 euro. Altra novità, si procederà d’ufficio. Al secondo comma, invece, che regolamenta la tutela del patrimonio artistico o storico, si passa, come limite massimo, da 1.032 a 30.000 euro. In alternativa, il giudice può disporre la permanenza domiciliare da 10 a 40 giorni, «ovvero» la pena del lavoro di pubblica utilità da trenta giorni a sei mesi. In quest’ultimo caso, l’imputato può chiedere di prestare lavoro nell’ambito proprio di interventi di ripulitura. Inoltre, nel testo preliminare si prevede la reclusione sino a sei mesi, nel caso in cui il segno che deturpa consista nella raffigurazione, «non accompagnata» da espressioni comunque di disapprovazione, di persone recluse o sottoposte ad indagini per reati connessi con la criminalità organizzata. Possibili anche sanzioni finanziarie nei confronti delle amministrazioni locali che non attivano le nuove misure.

Spazi creativi
La guerra ai graffitari non sarà totale, a prescindere. Per meglio dire, sarà privilegiato il rapporto con i writers che intendono proporre la loro arte entro «confini artistici» ben delineati. Ovvero, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del ddl, un decreto del premier, su proposta della Prestigiacomo, individuerà i criteri per la localizzazione di aree demaniali, preferibilmente dismesse. Le cui «aree verticali» potranno essere concesse dai Comuni, in uso gratuito, ad associazioni senza scopo di lucro (dovranno avere non meno di 50 iscritti), avendo per oggetto esclusivo la decorazione di tali superfici. A gestire i registri d’iscrizione, creati ad hoc, saranno le Regioni.

Chi deve intervenire
Alla «salvaguardia» dell’ambiente urbano saranno chiamati a rispondere direttamente anche i proprietari degli immobili. E di conseguenza pure gli amministratori degli stabili condominiali «oggetto di danneggiamento». Un’ordinanza dei sindaci, secondo lo schema in esame, li intimerà a procedere alla ripulitura degli atti vandalici entro tre mesi. Le spese sostenute saranno in ogni caso detraibili. L’inosservanza, però, verrà punita con una multa fino a 10mila euro. La sanzione potrà anche triplicare se l’immobile deturpato risulti di interesse artistico, oppure ubicato nei centri storici. La ripulitura degli edifici pubblici, invece, sarà effettuata a carico degli enti proprietari.