Carceri ancora piene nonostante l’indulto Toghe, riforma al palo

Il provvedimento più discusso della legislatura in via di chiusura è stato l’indulto, approvato a larga maggioranza dal Parlamento, che ha consentito di liberare circa 25mila detenuti per evitare che le carceri esplodessero. A distanza di un anno e mezzo, come ha scritto nei giorni scorsi Il Sole-24 ore, l’emergenza si è riproposta. Le carceri sono di nuovo a rischio collasso visto che i 50mila detenuti che le popolano superano di un terzo la loro reale capienza. Ma il vero colpo di spugna è arrivato sulla riforma Castelli della magistratura, uno degli ultimi atti compiuti dall’ex guardasigilli Clemente Mastella. La «controriforma» voluta dal leader Udeur ha cancellato la separazione delle carriere (magistratura inquirente e giudicante), i nuovi criteri di valutazione dell’operato di giudici e pm e i sistemi di promozione e carriera all’interno della magistratura decisi dal governo Berlusconi e che il leader del Pdl ha nuovamente riproposto in campagna elettorale.