Carceri: il garante dei detenuti lancia l'allarme sull'influenza stagionale

Angiolo Marroni: «Prioritaria la vaccinazione perché con i livelli di sovraffollamento attuali si rischia che la situazione sanitaria negli istituti di pena diventi critica»

«Con i gravi livelli di sovraffollamento, che non accennano ad attenuarsi, corriamo il serio rischio che la prima ondata dell'influenza stagionale possa avere effetti drammatici nelle carceri italiane». È questo l'appello lanciato dal garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni alla vigilia dell'avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale 2010/2011.
«In questi giorni - ha detto il garante - Asl, presidi territoriali e istituzioni locali sono state mobilitate per informare la cittadinanza, e in particolare le categorie più a rischio, dell'imminente avvio della campagna di vaccinazione contro l'influenza stagionale. Spero vivamente di sbagliarmi, ma fra le priorità nessuno parla del carcere».
Dall'ufficio di Marroni fanno notare che la situazione del sistema carcerario italiano - con i suoni oltre 200 istituti e 68.000 reclusi - racchiude una serie di problematica che dovrebbero farlo ritenere una priorità anche per una operazione di apparente routine come la vaccinazione per l'influenza di stagione: sovraffollamento, scarse condizioni igieniche e una popolazione carceraria che va dai minorenni agli ultra ottantenni, con il 35 per cento di stranieri e una percentuale simile di tossicodipendenti.
Come denunciato dal garante, negli istituti si registra un indice di salute medio-grave (con 6 persone su 10 malate), una diffusione elevata di tubercolosi, epatiti B e C, diabete e hiv, di problemi cardiocircolatori e polmonari, una alta frequenza di reclusi con fragilità mentale e un numero elevato di decessi che, nel 2010, è arrivato a quota 135, di cui 54 suicidi. I reclusi - cui vanno aggiunti migliaia di agenti di polizia penitenziaria e di operatori dell'area educativa - vivono 24 ore al giorno in ambienti non salubri e sovraffollati, che non rispondono alle norme su ventilazione e servizi igienici, con una oggettiva impossibilità di minimizzare i contatti con le persone ammalate.
Solo nelle 14 carceri del Lazio i detenuti reclusi sono oltre 6.300, quasi 1.600 in più rispetto alla capienza regolamentare.
«Ho chiesto ai miei collaboratori di verificare presso i direttori degli Istituti e presso le Asl se siano stati approntati piani specifici di vaccinazione antinfluenzale nelle carceri - ha concluso Marroni -. Con le condizioni odierne, lo ripeto, si corre davvero il rischio che la diffusione dell'influenza possa avere conseguenze imprevedibili nelle carceri».