Carceri nuove e mai utilizzate, ora Mastella apre un'indagine

Dopo l’inchiesta del "Giornale" che ha rivelato lo spreco
il Guardasigilli vuole la mappa delle strutture vuote. <a href="/a.pic1?ID=212763" target="_blank"><strong>Quelle celle costruite sulle sabbie mobili</strong></a><br />

Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica

L’inchiesta del "Giornale" sulle carceri abbandonate sparse per l’Italia strappano un primo risultato concreto. Ieri il Guardasigilli Clemente Mastella ha comunicato con una nota ufficiale del ministero che, «a seguito di trasmissioni televisive e di notizie giornalistiche circa il mancato utilizzo di alcuni istituti penitenziari già esistenti», ha chiesto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria «una dettagliata relazione che possa ricostruire la verità dei fatti». Una volta ricevuto il documento, lo girerà «ai presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato», Pino Pisicchio e Cesare Salvi.

Insomma, anche Mastella vuole vederci chiaro sulla cinquantina di strutture carcerarie incomplete, sottoutilizzate o finite e poi abbandonate sparse in tutto il Paese, un potenziale patrimonio di ricettività per detenuti che viene sperperato da anni, proprio mentre le polemiche sui nefasti effetti dell’indulto si fanno più calde. E sul tema torna anche il senatore dell’Unione democratica Roberto Manzione, vicepresidente della Commissione giustizia di Palazzo Madama, che punta il dito sugli stanziamenti in Finanziaria destinati proprio alla costruzione di nuovi istituti di pena. E torna a chiedere conto a Mastella di quelle strutture abbandonate e di quelle celle che non hanno mai avuto ospiti. «Occorre fare chiarezza sulle problematiche connesse all’edilizia penitenziaria », esordisce il senatore, «anche alla luce dello stanziamento triennale di 70 milioni di euro previsto in Finanziaria ».

Qualche dubbio sulla cattiva gestione delle carceri italiane era già venuta a Manzione dopo aver scoperto in tv l’esistenza delle prigioni-fantasma: «Già il 10 ottobre in Commissione giustizia - racconta l’esponente della neonata Ud - in sede di esame della Finanziaria 2008, nell’affrontare il tema delle risorse stanziate per l’edilizia carceraria, formalmente chiedevo al ministro una ricognizione sulle strutture carcerarie completatemanon utilizzate, riprendendo alcune ben documentate denuncie avanzate dalla trasmissione Striscia la notizia». In quell’occasione, però, insiste Manzione, «il ministro della Giustizia, “sostenuto” nell’occasione dal senatore Castelli, sostanzialmente mi replicava che si trattava di un equivoco “fomentato” dai soliti “disinformati” e che il Dap aveva già chiarito ogni cosa».

Capitolo chiuso, fino alla nuova puntata. Arrivata ieri, quando, ricorda il senatore, «nell’esaminare i quotidiani, ho dovuto riscontrare che Il Giornale dedica alla vicenda delle “Carceri costruite e mai utilizzate” uno speciale apparentemente ben documentato, dal quale è possibile ricavare che tali strutture, che costituiscono un evidente sperpero di pubbliche risorse, sarebbero tantissime e distribuite in molte regioni». E così, praticamente in contemporanea con la nota arrivata dal titolare di via Arenula, Manzione sottolineacome «la Commissione giustizia non può rimanere silente rispetto a tale incresciosa vicenda, dovendosi invece adoperare per ottenere gli opportuni chiarimenti». Morale, il senatore Ud ha chiesto la convocazione dell’ufficio di presidenza della sua Commissione «per programmare l’urgente audizione del direttore generale del Dap Ettore Ferrara ».

Argomento, accertare «fondatezza delle accuse ed eventuale imputabilità delle responsabilità per lo spreco di risorse pubbliche». Proprio Ferrara, ieri, ha toccato l’argomento ai microfoni di Radiouno. Ammettendo l’esistenza di decine di strutture in abbandono, e sostenendo che, in gran parte, sono inutilizzate ma anche inutilizzabili, perché non rispettano i requisiti previsti dalle più recenti normative per l’edilizia carceraria. Insomma, nemmeno finite e già vecchie.