«Carceri romane stracolme di criminali romeni»

«Degli oltre 500 stranieri detenuti a Regina Coeli 270 sono di nazionalità romena. Più del 50 per cento del totale». L’inquietante dato è stato acquisito dal pm Giuseppe Corasaniti nel corso dell’indagine sull’aggressione da parte di tre romeni (convalidato il fermo per due di loro) ai danni del regista Giuseppe Tornatore.
«Inutile negarlo, nella capitale esiste ormai un’emergenza criminalità romena - ha denunciato il pm - per questo motivo contiamo sulla cooperazione con le istituzioni romene per debellare questa situazione. Un allarme criminalità con protagonisti cittadini romeni - ha aggiunto -. Serve un aiuto per altro dovuto dopo gli accordi stipulati con l’Unione europea. Da quando la Romania vi ha fatto ingresso, buona parte degli atti criminali che vengono commessi quotidianamente nella nostra cita chiama in causa appunto romeni. Basta vedere i ruoli di udienza di ogni giorni nei processi per direttissima. Gli imputati, fatte poche eccezioni, sono per lo più romeni. Le istituzioni e la magistratura di quel Paese devono intervenire immediatamente». A questo punto sarebbe interessante sapere dal Campidoglio quali risultati ha dato sinora (ma soprattutto che fine ha fatto) la famigerata task force anticrimine italo-romena.
In quanto all’inchiesta, convalidato il fermo dei due romeni - i fratelli Constantin e Viorel Vulcan- accusati di aver aggredito e rapinato il regista Giuseppe Tornatore. Ad emettere la convalida è stato il gip De Donato che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Constantin, ma non nei confronti del fratello il quale resterà comunque recluso per 48 ore essendo necessario «un approfondimento delle indagini». Nei confronti di entrambi i romeni il pm ha ipotizzato i reati di rapina pluriaggravata e lesioni.
Alla base della non emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale per Viorel, vi sarebbe una discordanza delle versioni date dai due fratelli in merito alla sera dell’aggressione ai danni del registra. La posizione di Viorel, 32 anni, è infatti ancora da definire: gli indizi raccolti contro il romeno non sarebbero ancora schiaccianti. Rimane ancora da capire, per gli inquirenti, se la rapina sia stata compiuta da due o tre persone, anche perché il regista avrebbe raccontato che ad aggredirlo sarebbero state due persone.
Nel corso dell’interrogatorio in carcere, durato l’intera mattina, i due fratelli hanno ammesso di essere usciti insieme la sera del 21 agosto e di essere tornanti a casa insieme. In merito all’aggressione subita da Tornatore il loro racconto è stato però vago e discordante: avrebbero infatti avuto ruoli diversi e ora gli inquirenti vogliono capire quali siano stati anche alla luce delle dichiarazioni rese da una terza persona che avrebbe preso parte alla vicenda, un 17enne, la cui posizione è al vaglio della Procura dei minorenni.