Carcinoma epatico: dagli Usa nuove cure

I ricercatori californiani ne sono convinti: è possibile prolungare in modo significativo la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatocellulare in stadio avanzato o carcinoma primario del fegato. Una importante ricerca ha individuato un nuovo farmaco (Nexavar) di indiscussa efficacia che allunga la sopravvivenza. L’annuncio è stato dato da Bayer Pharmaceuticals Corporation e Onyx Pharmaceuticals. Sulla base della analisi ad interim pianificata, il DMC ha concluso che lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, ottenendo una sopravvivenza globale superiore nei pazienti trattati con Nexavar rispetto ai pazienti del primo gruppo che sono stati trattati solo con placebo.
Lo studio è stato condotto su 602 pazienti arruolati in centri distribuiti nelle Americhe, Europa, Australia e Nuova Zelanda. Il carcinoma epatocellulare, conosciuto anche come tumore primario del fegato, è la forma più diffusa di tumore epatico, è responsabile di circa il 90 per cento di tumori primari maligni del fegato negli adulti e rappresenta il quinto tipo di tumore per diffusione nel mondo. Per l’Italia hanno partecipato a questa ricerca, tra gli altri: all’Humanitas di Milano il professor Armando Santoro e il dottor Vincenzo Mazzaferro dell’INT, a Forlì il dottor Dino Amadori, a Roma il professor Francesco Cognetti, a Palermo il professor Antonio Craxì, a Padova il professor Fabio Farinati, a Bologna il professor Luigi Bolondi, a Pavia il dottor Camillo Porta. Il professor Bolondi è il Principal Investigator dello studio. L’Italia è il secondo centro arruolatore a livello mondiale.