Cardia: «Via le tasse dai guadagni di Borsa»

«Per ricostruire la fiducia verso i mercati finanziari si può anche immaginare di non tassare il capital gain per un periodo congruo, almeno 3 anni. Per l’erario il mancato introito sarebbe contenuto». Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, in un’intervista esclusiva a Panorama, oggi in edicola, non va troppo per il sottile. E propone la sua ricetta. «Di fronte ai continui crolli del mercato azionario - si legge in una nota diffusa ieri sera dal settimanale di Segrate - il presidente dell’organo di controllo rileva la necessità di dare maggiore fiducia agli investitori, specialmente quelli piccoli». Per quanto riguarda le società, Cardia propone di dare facoltà a quelle quotate «di comprare azioni proprie non più fino al 10% ma fino al 20%».
Per superare la crisi finanziaria, quindi, bisogna innanzitutto «combattere la mancanza di fiducia. Occorre ricreare un ciclo di fiducia e occorre che i piccoli risparmiatori riportino con fiducia i loro risparmi agli istituti e che questi li distribuiscano in modo saggio rimettendo in moto un circuito che si sta fermando».
Per Cardia l’Italia non è «in una situazione peggiore di altri Paesi e le sue banche hanno una solidità di base. Ma il nostro Paese potrebbe avere dei danni immeritati e ingiusti se non si riattiva la fiducia».
«Si delineano circostanze - ha aggiunto - in cui persone semplicissime vengono a chiedermi se devono ritirare 10mila euro da una banca oppure se devono metterli sotto il materasso per paura di situazioni di insolvenza. Io suggerisco a tutti di portare i piccoli risparmi con fiducia agli istituti di credito e che gli istituti intermediari distribuiscano in modo saggio, non legandolo solo a grandi istituzioni, quello che è il credito disponibile».
Per Cardia, infatti, in questo momento il credito «sta rallentando, cosa che potrebbe pericolosamente portare ad una situazione di perdita non solo di imprese ma anche di acquisizioni di imprese da parte di Stati esteri e fondi sovrani. Penso - ha concluso Cardia - che con lo sforzo di tutti, e tenendo a base la tutela e il rispetto del piccolo risparmiatore, questo possa contribuire al recupero di fiducia».
Il numero uno della Consob, infine, propone anche un risarcimento agli azionisti e obbligazionisti dell’ex Alitalia «che sono stati danneggiati dopo la sospensione del titolo per lunghi mesi, conclusasi con la revoca definitiva dei titoli dalla Borsa (azioni ordinarie e obbligazioni convertibili, ndr) a fine gennaio. A loro - ha concluso Lamberto Cardia - va data una qualche forma di risarcimento, soprattutto agli obbligazionisti».\