Il cardinal Tettamanzi vende i presepi: 40mila euro per chi è in difficoltà

Nuovo appello del cardinale: il fondo della Diocesi ha già raccolto 10milioni di euro. Successo anche per &quot;Aggiungi un posto a tavola&quot;. <a href="/milano/solidarieta_atto_concreto_cosi_si_adotta_famiglia/27-12-2010/articolo-id=496106-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Solidarietà, un atto concreto: così si adotta una famiglia
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Natale con i tuoi e più casalingo che mai, questo 25 dicembre del 2010. Sarà merito della serenità familiare che tranquillizza gli animi e mette a tacere qualche paura di troppo, se molte case si sono spalancate per accogliere persone che nell’immaginario collettivo sono gli stranieri per eccellenza, i nomadi dei campi. «Aggiungi un posto a tavola», l’iniziativa patrocinata dall’Osservatorio Milano, ha aperto i conti della solidarietà natalizia e i risultati sono confortanti: delle 113 famiglie persone ospitate da 72 famiglie di Milano e provincia per il pranzo di Natale, sessantasei sono rom che vivono nei campi, alloggiati alla meno peggio tra roulotte, tende, bivacchi improvvisati.
Un segnale incoraggiante, che segnala come l’affetto premuroso per i rom che vivono in condizioni difficili nei campi sia vivo nel cuore dei milanesi, o almeno in un gruppetto di avanguardia della carità. Il seme gettato dal cardinal Tettamanzi non rimane senza frutti: l’arcivescovo è andato in visita nel campo di Triboniano, le sue pecorelle hanno condiviso il pranzo di Natale con i nomadi. Tra le altre iniziative che rianimano la difficile vita da nomadi, il gruppetto di otto donne rom, provenienti dai campi di Triboniano e via Novara, che hanno confenzionato cesti natalizi per la raffinata clientela di Buongusto, bottega milanese che sforna pasta fresca nel centro di Milano, proprio dietro la basilica di sant’Ambrogio.
Nuove prove di solidarietà anche con il Fondo lavoro famiglia del cardinal Tettamanzi, che in due anni ha raccolto 10 milioni di euro distribuiti tra oltre quattromilacinquecento famiglie vittime della crisi e della disoccupazione. Nell’omelia della notte di Natale, l’arcivescovo ha chiesto ai milanesi di continuare a sostenere il Fondo, nell’attesa che la città si risollevi totalmente dalla crisi dato il perdurare della crisi. Lo slogan della campagna pubblicitaria voluta dalla Curia recita un simpatico: «Non aspettiamo Babbo Natale». Insomma, meglio attivarsi per risolvere i problemi dei concittadini, ognuno secondo le proprie possibilità, che possono essere anche minime ma contribuiscono a dare una mano a chi è messo peggio. I maxi poster di 6 metri per tre, sparsi in settantacinque punti diversi della città, sono un invito ulteriore alla condivisione.
Tettamanzi ancora una volta ha partecipato personalmente all’iniziativa, mettendo in vendita la collezione di presepi ricevuti in dono in questi anni da vescovo di Milano. Il risultato della vendita di beneficenza, 40mila euro, andrà ad alimentare il Fondo famiglia lavoro.
Gli appuntamenti del cuore continuano. Per il 6 gennaio i cappuccini dell’Opera San Francesco organizzeranno un grande pranzo di Natale per duemilacinquecento persone povere: l’iniziativa è stata voluta dal Senato.