Il cardinale: «Alluvionati, un esempio per tutti»

«Abbiamo visto questa gente dare uno spettacolo di grande dignità, determinazione, coraggio e fiducia perché crede nel futuro immediato, vuole uscire dalla situazione in cui si trova, e ce la mette tutta. È un esempio per tutti noi». L’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, parla così delle popolazioni alluvionate di Liguria e Toscana. «Come spesso succede - ha aggiunto il porporato parlando al termine della messa che ha celebrato in San Lorenzo per la festa di Ognissanti - in queste circostanze si sviluppa e si sprigiona tutta quella bontà, quella capacità di sacrificio e di dedizione che è nel cuore dell’uomo, che è nel Dna del nostro popolo». Il Cardinale, che ha anche apprezzato lo «slancio di tanta gente, giovani e meno giovani», ha poi ricordato che nei giorni scorsi, «come vescovi liguri, abbiamo fatto un comunicato di vicinanza e di preghiera per questa diocesi e le località particolarmente alluvionate e abbiamo indetto una giornata di raccolta e di preghiera in tutte le sette diocesi della Liguria proprio per esprimere la nostra solidarietà. Speriamo - ha concluso - che tutto si possa risolvere per il meglio e al più presto».
Nel corso della celebrazione di Ognissanti, il cardinale Bagnasco ha anche ribadito come la santità nasca proprio dalle difficoltà della vita umana. E in più di un passo della sua omelia si sono ritrovati accenni che potrebbero essere accostati alla tragedia che ha colpito il levante ligure. E il tema della morte assume un ulteriore significato di speranza. «Il vero umanesimo, quello degno di ogni ammirazione, quello ispiratore, è la santità - ha aggiunto il porporato - Per questo, pur nella diversità di ciascuno, i Santi sono stati tutti come degli spiragli, attraverso i quali l’amore di Dio è sceso sul mondo e il mondo è risalito fino al cuore di Dio. Un esempio caro e recente, è stata la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II: attorno alla sua salma, il mondo intero si è ritrovato e si è stretto commosso e grato, riconoscendo in quell’uomo una presenza, che era oltre lui e che lo sosteneva nel suo continuo peregrinare e nel suo calvario vissuto di fronte a tutti».