Il cardinale Kasper: «No al ri-battesimo»

da Bari

«La domenica come giorno del Signore, è il giorno delle riconciliazione, che implica il riconoscimento della dignità di ogni persona, della santità della vita, dei valori della famiglia, della giustizia, della solidarietà...». Lo ha detto a Bari, al Congresso eucaristico nazionale, il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio per l’unità dei cristiani, che ha rilanciato il dialogo ecumenico indicando la via dell’impegno comune dei cristiani nell’incarnare la fede in Europa.
Kasper non ha nascosto le difficoltà che hanno accompagnato in questi anni gli sforzi ecumenici. Ha detto, parlando delle prospettive future, che «nell’una, santa Chiesa, una grande molteplicità di riti, di spiritualità, di teologie, di discipline canoniche non soltanto è possibile, ma persino auspicabile; tale pluralità non è una debolezza ma una ricchezza».
In un passaggio della sua articolata relazione, il cardinale tedesco ha anche risposto all’accusa costantemente rivolta ai cattolici da alcuni ambienti ortodossi, in particolare russi, e cioè quella di «fare proselitismo». «Il cosidetto proselitismo - ha affermato Kasper - non è la nostra strategia e non è la nostra politica. Se ci sono singoli casi che danno l’impressione o che sono veramente proselitismo - ha aggiunto - ne possiamo parlare concretamente e, se necessario, li cambieremo. Ma preghiamo anche voi, cari fratelli, di mettere fine a ciò che noi potremmo chiamare proselitismo da parte vostra e che è persino un pessimo proselitismo, cioè la scandalosa prassi del ri-battesimo». Il cardinale si riferiva al fatto che per entrare nella Chiesa ortodossa il fedele cattolico viene battezzato nuovamente.

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