La Cardinale «regina» dell’Eliseo

Tra i titoli: «La forza dell’abitudine» con Gassman e il Camilleri de «La concessione del telefono»

Alessandra Miccinesi

Una fifa blu per un lussuoso ritorno in palcoscenico. Quello di Claudia Cardinale, che di fronte a una prova d’attrice da far tremare le ginocchia, si veste d’umiltà. «Ho una paura bestia, ma sono felice di tornare in questo magnifico teatro, il prediletto di Luchino Visconti dove sdoganò Tennessee Williams - spiega la Cardinale -. Il mio personaggio? Una donna lontana anni luce da me, ma è bello trasformarsi per la scena». Sulle orme di Rina Morelli, Claudia Cardinale il 17 ottobre debutterà all’Eliseo con Lo zoo di vetro, uno dei titoli di richiamo della nuova stagione della sala grande dello stabile di via Nazionale. Primo grande successo di Williams, commedia familiare dei veleni attraversata da amare correnti autobiografiche, sbarcò all’Eliseo diretto proprio da Visconti. Stavolta a dirigere questo dramma della memoria destinato a deflagrare durante un placido pranzo in famiglia è Andrea Liberovici, che userà la tecnologia per dare alla messinscena un sapore più contemporaneo. «Andrea è un maestro - tesse le lodi Squitieri -. Per Claudia è una bella opportunità tornare al teatro, il segno della parola, con un regista di questo calibro». Insomma, vola alta la stagione dell’Eliseo, che in coppia con la programmazione del Piccolo Eliseo seduce gli spettatori con la tentazione di far volare la mente. «Mettere le ali all’intelletto? Si può - afferma Calbi - specialmente con i progetti internazionali di Eliseo Mondo: dopo il coinvolgimento del Canada quest’anno bissiamo con la Francia. Lo scopo è creare un ponte tra le due drammaturgie contemporanee». L’iniziativa, ribattezzata «Face à face», si terrà da gennaio a marzo 2007 per sei serate-spettacolo che coinvolgeranno in scena attori italiani e transalpini.
Ma spazio ai titoli. Oltre al ritorno del Cirque Eloize con Nomade spettacolo canadese che alza il sipario il 26 settembre, tra i grandi nomi dell’Eliseo spiccano quelli di attori come Alessandro Gassman (La forza dell’abitudine di Thojmas Bernhard), Nino D’Angelo (Zingari di Raffaele Viviani), Paolo Poli (Sei brillanti ritratti ironico-irriverenti di sei giornaliste tra gli anni ’20 e ’80), Carlo Giuffé (Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta), Francesco Paolantoni (La concessione del telefono di Andrea Camilleri), Leopoldo Mastelloni (Io, l’erede di Eduardo) Paolo Bonacelli (Enrico IV di Shakespeare), Mascia Musi (La locandiera di Goldoni, regia di Giancarlo Cobelli), e Tullio Solenghi (Le nozze di Figaro regia di Matteo Tarasco).
Più intimista, invece, il cartellone del Piccolo Eliseo, votato a indagare inquietudini e il deserto degli umani desideri. Dall’11 ottobre in scena si alterneranno Maurizio Micheli (Il contrabbasso commedia dolceamara di Suskind), Rossella Falk (Vissi d’arte vissi d’amore struggente ritratto della divina, e amica, Maria Callas), Barbora Bobulova (Orfani d’agosto un testo sulla psicoanalisi di John Guare), e Umberto Orsini (Il nipote di Wittgestein di Thomas Bernhard) che torna ai massimi livelli con il distruttivo interrogarsi sul senso della vita.