Il cardinale ricorda Tobagi

Un convegno, un libro e una targa per rendere omaggio a Walter Tobagi, l'inviato del Corriere della Sera ucciso il 28 maggio 1980 dalle Brigate Rosse. Lo ha ricordato anche il cardinale Dionigi Tettamanzi: «Abbiamo bisogno di uomini come Walter Tobagi, uomo vero e maturo, e, proprio per questo, “buon” giornalista». Parole per non dimenticare ciò che è successo 25 anni fa nel giorno dell’assassinio del giornalista. «Erano tempi molto difficili per la nostra città e per l'intero Paese - ha ricordato il presule -. Erano anni nei quali la protesta si trasformava, in alcune frange estreme, in violenza terroristica che colpiva cittadini inermi, uomini dello Stato e delle Istituzioni, professionisti e intellettuali Proprio in quel contesto sociale politico, Walter Tobagi era impegnato ad aiutare tutti noi a capire il momento storico che stavamo attraversando». Il prezioso contributo della sua mente e del suo animo «passava attraverso i suoi articoli, dai toni sempre pacati e con ragionamenti e analisi puntuali che lasciavano trasparire il rigore dello studio e la tenacia della ricerca, come pure l'attenzione e la cura di rifuggire da ogni luogo comune, nel segno di una libertà responsabile e coraggiosa. Se da quegli anni siamo usciti, anzi se ci siamo risollevati, lo dobbiamo in particolare alla reazione composta dell'intero Paese, che ogni volta ha voluto stringersi intorno alle vittime del terrorismo». Secondo Tettamanzi «vivere il giornalismo nei termini di una “vocazione” e non puramente come una prestazione d'opera, è possibile solo a ben precise condizioni. Sono condizioni che si compendiano in una costante crescita in umanità e che si dispiegano nel senso vivo dei valori della libertà e della giustizia. Abbiamo bisogno di una buona comunicazione».