Il cardinale: «Spot atei sul bus? Un’offesa»

Le campagne pubblicitarie degli atei sono «una ferita alla sensibilità religiosa di tanta gente e non soltanto dei cattolici, naturalmente». Lo ha affermato l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, rispondendo, a margine dell’inaugurazione della mostra «Sulla via di Damasco l’inizio di una nuova vita» nel Collegio degli Emiliani di Genova Nervi, alle domande dei giornalisti sulla campagna di affissioni sui bus di Genova rifiutata ieri dalla società concessionaria IgpDecaux. «La questione di Dio - ha detto il cardinale - è estremamente seria, importante, decisiva per ciascuno e che ognuno sicuramente si pone prima o dopo nel cammino della vita e che bisogna affrontare anche nelle forme più aderenti, più adeguate, più serie e senza abbandonarsi ad altre espressioni più pubblicitarie che mi sembrano in questo caso una ferita alla sensibilità religiosa di tanta gente e non soltanto cattolici, naturalmente».
L’occasione è stata colta dal cardinale anche per fare il punto sull’organizzazione del Gay Pride, che andrebbe a coincidere con la processione del Corpus Domini. La richiesta del Comune di Genova agli organizzatori del Gay Pride di spostare la data (13 giugno)«mi sembra un’ottima idea», ha affermato l’arcivescovo di Genova. Venerdì infatti il Comune di Genova aveva deciso di concedere il patrocinio a tutti gli eventi culturali collegati al Gay Pride ma ha chiesto al comitato organizzatore il cambio data «al fine di evitare problemi di tipo logistico alla città e costi aggiuntivi oltre che una contrapposizione tra chi vuole partecipare alla manifestazione Gay Pride e al Corpus Domini». Il comitato organizzatore ha già espresso la sua disponibilità e si incontrerà nei primi giorni della prossima settimana con i rappresentanti del Comune per trovare una soluzione condivisa.
Non è ancora però arrivata una risposta degli organizzatori della manifestazione.