Il cardinale vieta di celebrare la Messa in dialetto genovese

L’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, dice «no» alla Messa in genovese. La richiesta di evitare la celebrazione in dialetto, ormai diventata appuntamento tradizionale il giorno dell’Epifania per molti genovesi è arrivata all’Associazione «A Compagna» direttamente dalla Curia genovese. La celebrazione sarebbe come di consueto avvenuta nell’Abbazia del Boschetto, in corso Perrone, a Sampierdarena. «Il divieto esplicito della Curia - spiega Alessandro Casareto, presidente de “A Compagna” -, è arrivato adesso, ma da qualche tempo avevamo ricevuto la raccomandazione dell’arcivescovo di sospendere le nostre iniziative. Crediamo che la preoccupazione del cardinale sia legata alla possibilità che, se celebrata in genovese, la Messa possa diventare un momento folcloristico». Secondo una lettera pastorale del papa Benedetto XVI l’omelia può comunque essere pronunciata «in vernacolo», ma non il resto della liturgia. «Ci dispiace perché la Messa in genovese ha una lunga tradizione - dice Casareto -, ma di certo rispettiamo la volontà della Curia».