Care signore, non fatevi prendere per il naso

Mica è vero che il mondo dei bestseller è tutto camorra e precari e operai e ricette. Anzi, una volta le lettrici da salotto, le signore mie di Arbasino, le riconoscevi subito perché avevano letto Il profumo di Patrick Süskind, oggi un classico pubblicato in Einaudi Scuola, perché in effetti ha fatto scuola.
Nella romanzeria a buon mercato dell’ultimo anno ancora si sforna ogni profumo immaginabile: Il profumo degli aghi di pino, Il profumo dei fichi, Il profumo della cannella, Il profumo del fieno, L’antico profumo di gelsomino, si sente Profumo di nebbia e c’è Il profumo del sentimento e non poteva mancare Il profumo dell’anima. Alla fine perfino Paolo Brosio ha capito che per vendere l’ennesimo libro autobiografico sulla madonna di Medjugorie era meglio intitolarlo Profumo di lavanda.
Comunque sia nella titolistica non impegnata da signore perbene l’importante è non spostarsi mai dalla campagna, infatti è vendutissimo Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaught, pubblicato da Garzanti, un romanzo di successo e anche, sembra, molto bello e utile. Lo afferma sulla medesima quarta di copertina Jamie Ford, autrice de Il gusto proibito dello zenzero, perché si tratta di «una storia profonda e potente che mostra come sia possibile trovare la strada di casa anche dopo che si sono tagliati tutti i ponti alle spalle», non a caso questo bestseller lo trovate a pile negli Autogrill e torna utile se si dovesse guastare il TomTom. Sappiate che nella stessa collana, tra l’altro, Avevano spento anche la luna di Ruta Sapetys, ma alla Garzanti dopo le vendite dei fiori e dello zenzero l’hanno riaccesa subito.
Tuttavia attenzione, il mondo dell’editoria non è tutto rose e fiori. Così Il linguaggio segreto dei fiori dominava incontrastato, temendo al massimo Il cortile dei girasoli parlanti di Antonia Arslan, edito da Piemme, quando è spuntata la concorrenza de Il messaggio segreto della farfalle di Laila al-Uthman, pubblicata da Newton Compton, un editore che appena fiuta profumo di soldi ci si mette d’impegno, e a proposito di profumi sono diventati una profumeria: Il profumo dei fiori in Iraq, Il profumo del tè e dell’amore, Il profumo della neve, Il profumo dello zucchero a velo.
E però, signore mie, possibile che tra voi lettrici appassionate che vedete misteri ovunque e chiacchierate con le farfalle e conoscete il linguaggio dei fiori e avete orgasmi allo zenzero e soprattutto siete dotate di un olfatto così sensibile, insomma, possibile che, a forza di leggere, tra una pagina e l’altra, nessuna senta mai una leggera e neppure tanto misteriosa puzzetta?