Le «carezze» della caporalessa

Sesso debole, militari in gonnella, caserme in rosa. Frasi fatte e soprattutto un po’ passate di moda. Almeno a giudicare dal processo iniziato ieri e che vede sul banco degli imputati proprio una soldatessa accusata di violenze. Per di più sfruttando l’occasione che le veniva da quel minimo di potere garantito dal grado di caporale. È iniziato infatti ieri mattina nell'aula del tribunale militare della Spezia (presidente Bacci, a latere Ponticelli e pm Ercolani) il processo a carico di due capolari maggiori dell'Esercito, Roberta S., 23 anni, e Francesco V., 28 anni, accusati di aver picchiato una recluta che voleva telefonare. Roberta S. deve rispondere del fatto di aver colpito con calci al torace il caporale Nicola F. mentre era costretto a fare flessioni per volere del pari grado Francesco V.