La Carfagna boccia Moretti: «Meglio Boldi, almeno fa ridere»

Le parole, diceva Nanni Moretti, sono importanti. Lo sa bene Mara Carfagna, che da quando è in politica è costretta a «giustificare» un’immagine che offusca quel che dice. Eppure Mara ha imparato. La prova si è avuta ieri, quando dal salotto tv delle «Invasioni barbariche» il ministro ha liquidato con due battute il regista e attore ex girotondino: «Tra Moretti e Massimo Boldi scelgo Boldi, almeno fa ridere». Un po’ come preferire i saccottini del Mulino Bianco alla torta Sacher: una presa di posizione, un assaggio della nuova Mara. Testa alta, caviglia sottile e parlantina briosa. Ospite di Daria Bignardi su La7, il ministro più bello del mondo (come la definirono quei tedeschi buongustai di «Bild») non si è limitata a declinare i suoi gusti cinematografici. Punto su punto, ha parlato di tutto. Dal suo corpo («tutta roba autentica e originale, ho il terrore dei chirurghi plastici, escluso mio fratello che fa questo mestiere») al suo credo: «Sono sempre stata una donna di destra più che di centrodestra. Dio, patria e famiglia sono i miei valori». La titolare delle Pari opportunità si è poi difesa dalle accuse di inesperienza: «Rispetto a me Obama ha passato solo qualche anno in più in Parlamento. Giudicandomi per la mia storia personale si fa come con Reagan e Berlusconi, che furono sottovalutati al loro debutto politico». E tra una domanda sulla Rai e una sul Cavaliere, Mara da Salerno ha dribblato le polemiche e ha menato pure più di un fendente: «L’anomalia non è un premier con tre tv, ma una tv pubblica schierata con l’opposizione. Il conflitto di interessi? Perché il centrosinistra non l’ha risolto quando era al governo?». Infine, per chi non l’avesse capito, la chiosa risolutrice: «Mio nonno mi ha insegnato a diffidare dei comunisti». A diffidare anche delle Palombelle rosse morettiane ha poi imparato da sola...