Carfagna: «Ministero parte civile contro i violenti»

ModenaLo sdegno per la donna lapidata dai suoi stessi familiari in provincia di Modena arriva fino al governo. Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna chiederà di essere ammessa parte civile nel processo contro Hamad Khan Butt, il pakistano che a Novi ha ucciso con una mattonata la moglie, colpevole di difendere la figlia di vent’anni che si ribellava a un matrimonio combinato. «Anche questo – dichiara il ministro - è un modo per essere vicini alle giovani immigrate, per far capire che il nostro Paese è con loro ogni volta che vedono lesa la libertà. Non ci sono alibi di alcuna matrice, neanche religiosa dinanzi a questi deliri patriarcali».
Carfagna chiede la mano pesante, alla magistratura. «Giudichi senza sconti gli autori di questa tragedia. Alle giovani straniere voglio ribadire con forza che devono denunciare ogni sopruso, liberarsi appena possono e prima che si verifichino tragedie come quella di Hiina, Sanaa o questa».
La figlia della vittima, Nosheen, è ancora in coma farmacologico, all'ospedale di Baggiovara, per il trauma cranico e la frattura al braccio sinistro, con cui si difendeva dalle sprangate del fratello Umair. «Madre e figlia erano alleate – sottolinea il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti -, si può parlare di omicidio culturale: alla violenza in famiglia si è sommato l’aspetto delle tradizioni. La vittima non voleva che la figlia avesse una relazione infelice come quella che lei stessa era stata costretta a vivere».
Per padre e figlio la procura considera l’azione unificata, valuta l’accusa di omicidio in concorso e tentato omicidio. Khan Butt ha spinto a terra la moglie, l’ha colpita infierendo poi con il mattone: i carabinieri hanno trovato avviata da poco la lavatrice in casa, per pulire i vestiti sporchi di sangue. La famiglia non aveva problemi economici particolari, due stipendi bastavano per 7 persone: i tre figli minorenni sono stati affidati a una struttura di assistenza.