Carfagna promossa: sarà il volto del governo

La titolare delle Pari opportunità parlerà a nome dell'esecutivo in campagna elettorale. Il ministro è pronto ad accettare dopo i "no" del 2006 e del 2008

Roma - «Mara, perché non fai la speaker del governo?». La tentazione Silvio Berlusconi l’accarezza ormai con cadenza biennale. La prima volta nel 2006, quando fu proprio la diretta interessata a mettere fine alla querelle interna con Elisabetta Gardini e dire a chiare lettere di non essere interessata all’incarico di portavoce di Forza Italia. Passati due anni, nell’ottobre 2008, Mara Carfagna si ritrova invece a rifiutare proprio la poltrona di speaker del governo. Il volto e la voce che al termine dei Consigli dei ministri avrebbe dovuto spiegare a giornalisti e telecamere risultati e decisioni prese. Offerta declinata perché, disse in più occasioni il ministro, «ora voglio concentrarmi solo sul mio lavoro alle Pari opportunità». Passati altri due anni, però, tre giorni fa Berlusconi ha deciso di tornare alla carica.

Così, conclusa a via dell’Umiltà la presentazione ufficiale delle quattro donne del Pdl candidate governatrici in Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Umbria, il premier l’ha presa da parte e non ci ha girato troppo intorno: «Mara, perché non fai lo speaker del governo?». Secondo il Cavaliere, infatti, sarebbe questo il momento giusto per un cambio di passo visto che «ci aspettano 40 giorni di intensa campagna elettorale». Serve, insomma, un volto che parli a nome dell’esecutivo che sia spendibile e rassicurante per il Paese, un ruolo diverso da quello del sottosegretario Paolo Bonaiuti che ovviamente resterebbe portavoce del governo e del premier.

Anche perché, ha spiegato Berlusconi, in questo senso «la legge sulla par condicio danneggia soprattutto Pdl e Pd». Una normativa che il Cavaliere pare abbia infatti intenzione di modificare in senso più liberale. Perché «se i due partiti più grandi mandano in televisione persone diverse, i più piccoli - vedi Italia dei valori e Udc - concentrano tutti i loro spazi su Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini». Che, è il succo del ragionamento, riescono più facilmente a creare un rapporto di fidelizzazione con l’elettorato.

Per questo Berlusconi è intenzionato a correre ai ripari. E il primo passo sarebbe proprio quello di trasformare la Carfagna nel volto del governo. Un ruolo che il ministro delle Pari opportunità questa volta non esclude di accettare, cosa che due anni non fece anche per evitare di rischiare di «bruciarsi». I tempi, però, sono cambiati. Tanto che come capolista a Napoli e provincia alle prossime regionali la Carfagna punta a quota 40mila preferenze.