Cargo arenato, via al saccheggio

Si sgonfia l’allarme ecologico nella Manica La folla ruba moto, vino e scarpe dai container

da Londra

Torce alla mano si sono messi a caccia dei container caduti dal cargo Msc «Napoli». La scorsa notte, gli abitanti di Branscombe e dintorni, lungo la costa sud occidentale dell’Inghilterra, dove da sabato è arenata la portacontainer, si sono avvicendati sulla spiaggia locale per saccheggiare i circa 40 container finiti a riva e mettere le mani sul carico: scarpe, cosmetici, barili di quercia, pezzi di ricambio di auto ma anche motociclette di grossa cilindrata.
Uno dei saccheggiatori, Gareth Topping, ha candidamente raccontato alla televisione di come ha contribuito a svuotare un container con le Bmw: «Ci siamo messi in dieci a tirarle fuori una per una». La polizia si è arresa e ha lasciato fare. «Non li fermiamo perché non abbiamo il potere di farlo», ha ammesso un agente. le autorità hanno imposto a tutti di compilare un modulo e indicare i beni presi, ma non si sa quanto l’abbiano davvero fatto. La Legge per la marina mercantile, del 1995, consente solo in casi eccezionali il recupero di beni persi dalle navi naufragate. In linea di principio il carico alla deriva resta proprietà di chi lo ha perso. Chi lo trova, invece, può tenerlo in custodia ma deve comunicarlo entro 28 giorni all’ufficiale giudiziario curatore del relitto cui spetterà risolvere la questione. In caso di mancata denuncia, si rischia un’incriminazione per furto. Le autorità sono preoccupate anche perché delle 41.700 tonnellate di merci contenute nei circa 2.400 container del cargo, 1.700 tonnellate sono considerate pericolose, fra cui acido di batterie e materiale esplosivo e infiammabile. Si teme che qualcuno dei saccheggiatori apra incautamente i fusti pericolosi. L’armatore della nave ha ingaggiato una società di sicurezza a guardia dei container sulla spiaggia di Branscombe.
Circa 200 tonnellate di idrocarburi sono fuoriusciti dal cargo fino a questo momento dai serbatoi della nave e si è formata una chiazza di circa 8 chilometri di olio del motore. Idrocarburi e olio hanno già messo in pericolo alcuni degli uccelli rari che vivono in prossimità di questa parte di costa inglese che è stata dichiarata patrimonio naturale dell’umanità dall’Unesco. Sono iniziate nel frattempo le operazioni per vuotare il cargo del suo carburante: potrebbe volerci una settimana. La guardia costiera ha precisato che il rischio di una marea nera di grandi proporzioni è tuttavia da escludere dal momento che «nessun serbatoio di grandi dimensioni ha subito delle perforazioni».