Cari studenti, a scuola non siete voi a dare i voti

Caro studente, le difficoltà che avverti tu all’inizio dell’anno scolastico non sono delle novità assolute. Altri hanno studiato e sostenuto esami prima di te. Forse è bene che ascolti all’aprirsi del nuovo anno scolastico: c’è sempre da imparare qualcosa.
Non decidere tu, da solo, che cosa ti è utile studiare. Ignori che cosa ti riserva il futuro: magari qualche paginetta snobbata ti apre la strada a una professione e a degli interessi che ora non riesci nemmeno a immaginare.
Non dividere la vita tra una parte passata a imparare ripetendo ciò che ti è stato ficcato in zucca, e un’altra durante la quale sei chiamato a vomitare - scusami il termine - ciò che hai appreso magari a memoria.
Non vergognarti di studiare per te stesso. I furbi che evitano interrogazioni possono finire a parlare per tutta la vita di sport, di canzonette e di barzellette sciape.
Osserva che tuo padre e tua madre lavorano, di solito, otto ore al giorno. E non sostenere che si inizia a lavorare quando si smette di studiare: anche lo studio è un lavoro, e va iniziato appena si è capaci, non quando la memoria e l’intelligenza fanno cilecca.
Se non sei figlio di conti o di baroni, i tuoi non assumono un precettore privato: al più possono metterti in una scuola di eccellenza; di solito ti infilano in una classe qualsiasi, dove puoi trovare amici eccelsi o tangherelli che magari si danno delle arie: fosse pure per qualche atto di bullismo che non riescono a dominare.
Aspetta a giudicare i maestri e i professori quando avrai capito cosa vogliono trasmetterti e se sono attenti alle esigenze della classe: anche alle tue esigenze. Non pretendere un corpo docente soltanto per te e fatto su tua misura.
Si impara ordinatamente quando ordinatamente si procede: basta uno scavezzacollo, magari un po’stupidotto, per impedire un insegnamento efficace e ciò va a danno non soltanto della classe, ma anche dei genitori e di chi deve avere cura di te.
Sii leale con i genitori in famiglia: meglio portare a casa una bocciatura che vivere in una finzione di meriti inesistenti.
Sta’ molto attento agli errori che puoi fare tu e che fanno anche altri: la vita procede per aggiustamenti e correzioni, non è liscia e dritta come una autostrada che ti porta dove non sai.
Se puoi, non limitarti al numero delle pagine che il programma stabilisce e il docente assegna: coltiva curiosità intellettuali che magari ti saranno più utili del programma stabilito dal ministero.
Tieni presente che il professore o il maestro sono anch’essi persone da rispettare nella loro competenza e nel loro sforzo di comunicare delle cognizioni e delle tecniche di ragionamento.
Per conoscere il mondo si può cominciare dalla finestrella di una scuola elementare; purché non ci si rifiuti di guardarla più in là del piccolo orizzonte che ti si apre davanti.
Se sei credente o quasi credente o non credente esplicito, non chiudere il problema di fronte ai grandi problemi della vita. Una poesia, un teorema, un disegno possono spalancarti l’universo nelle sue meraviglie. Qui può nascere perfino la lode a Dio.