La carica di quei politici traditi dal fuorionda

Formigoni e Lupi ripresi a loro insaputa mentre commentano i risultati del primo turno alle Comunali. E' nei fuori onda che si esprime quello che si pensa ma non si dice<br />

Roma Fuori onda su fuori onda, è quasi uno tsunami. Il malessere del centrodestra dopo il deludente primo turno elettorale delle amministrative, drenato in pubblico tracima off the record, stagnando nelle paludi del fuori onda televisivo. È qui che si esprime quello che si pensa ma non si dice. Il risultato è spesso imbarazzante ma in fondo anche catartico: meglio di una seduta psicanalitica. Prendete Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera: in attesa di un collegamento con Canale 5 per commentare a caldo i risultati del primo turno del voto, parlotta con il giornalista dei risultati di Napoli: «Ho paura di De Magistris - borbotta Lupi - lì c’è una città esasperata». «Adesso dovrà scendere pesantemente in campo Caldoro», buttà là il giornalista, riferendosi al presidente Pdl della Regione Campania. «E beh, per forza. Non ha fatto un c...», sfugge a Lupi, che intuisce subito di averla detta grossa, inghiottendo la parolaccia in una specie di singhiozzo con tanto di mano davanti alla bocca. Il siparietto non sfugge alla redazione di Striscia la notizia, che lo manda in onda. «Lupi mi ha telefonato, invitandomi a inserire la frase in un contesto. Ci siamo chiariti. E poi se devo misurare la differenza tra Milano, dove c’è Lupi, e Napoli, beh, lì il centrodestra ha perso», la perfida risposta di Caldoro in un’intervista a Repubblica.

Nella trappola del fuori onda finisce anche Roberto Formigoni, presidente della Lombardia. Negli studi di Matrix, il «Pirellone» se la prende con i «Berluschini», colpevoli del mezzo flop elettorale. Poi, a collegamento chiuso, tra un ritocco al trucco e una microfonatura, spiega lo sfogo a Roberto Castelli, seduto vicino a lui: «Ma ti sembra che la Santanchè ci abbia giovato?». A sua volta la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio si fa una domanda e si dà una risposta in un fuori onda negli studi del Tg4 appena terminato: «Sai qual è il problema con la Lega qui al Comune di Milano? Per la Lega se perdiamo Milano andiamo a casa tutti». E nel gioco dell’oca la Lega cade nella trappola dell’off the record con Matteo Salvini, incalzato da una simpatizzante leghista con telecamera nascosta, che gli chiede conto di alcune contraddizioni nella posizione del Carroccio sui rom a Milano: «Se in via Idro so che una presenza rimane non vado a fare la campagna lì, no?», ammette Salvini. E quando la ragazza gli chiede perché il campo di transito sarà messo nel quartiere-polveriera di via Padova, lui sbraca: «Perché ci sarà anche in altri due o tre quartieri, evidentemente».

Del resto il fuori onda ha spesso scoperchiato idee e rimescolato carte: il caso più clamoroso riguarda Gianfranco Fini che il 6 novembre 2009, quando era ancora il presunto «delfino» di Berlusconi, a un convegno a Pescara si lasciò andare a commenti pesanti sul premier con il procuratore Nicola Trifuoggi: «Confonde la leadership con la monarchia assoluta, poi in privato ho detto, ricordati che gli hanno tagliato la testa». Filmato mandato in onda ancora da Striscia: la prima crepa di un matrimonio di lì a qualche mese destinato a naufragare.