Carifirenze, inizia l’era di Intesa

da Milano

Nel quartier generale di Carifirenze inizia la «gestione» di Intesa Sanpaolo. Ieri l’atto formale con il rinnovo del consiglio di amministrazione della controllata, dove per la superbanca di Corrado Passera si sono insediati il direttore generale Pietro Modiano, cui compete la responsabilità della «Banca dei Territori», e l’altro dg Francesco Micheli, che a Milano ha i poteri sulla gestione degli acquisti, il personale e il sistema informatico.
Le nomine sono state decise ieri per cooptazione dallo stesso board di Carifirenze, di cui è presidente il «toscano» Aureliano Benedetti. Sulla poltrona di amministratore delegato dell’istituto è stato promosso Lino Moscatelli che ha però lasciato la direzione generale a Luciano Nebbia, un altro uomo di Ca de’ Sass finora a capo dell’area Milano della Banca dei Territori.
Moscatelli dovrà seguire il processo di integrazione con Intesa Sanpaolo che farà di Carifirenze il proprio pilastro portante in centro Italia. Il processo prevede alcuni passaggi tra cui l’Opa obbligatoria (6,73 euro ad azione) con cui il gruppo di Corrado Passera aumenterà il peso nella cassa fiorentina. In base agli accordi, la Fondazione Carifirenze manterrà comunque una quota del 10% a tutela degli interessi del territorio locale. Da rispettare c’è poi il paletto posto dall’Antitrust che, come contropartita alla conquista di Carifirenze, ha imposto a Intesa di vendere una trentina di sportelli in Toscana. Il cda ha infine approvato i risultati dello scorso anno: Carifirenze ha spinto l’utile consolidato a quota 185 milioni (più 6,9% rispetto a dodici mesi prima) a fronte di una raccolta diretta di 18.572 milioni (più 9,2%) e impieghi per 20.385 milioni (più 39,4%). Ai soci sarà proposto un dividendo di 0,13 euro per azione (più 30%) per un assegno totale di 107,7 milioni.