Carige, dipinti e tesori d’arte per i genovesi

Nella splendida cornice del Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, la presentazione del volume che raccoglie ed illustra i dipinti e i disegni contenuti nel prestigioso patrimonio artistico di Banca Carige.
A far gli onori di casa Giovanni Berneschi, Presidente di Banca Carige e Flavio Repetto, Presidente di Fondazione Carige.
Le relazioni sono state tenute da Giovanna Rotondi Terminiello, curatrice del volume, da Andrea Spiriti, storico dell’arte, e da Piero Torriti, storico dell’arte e consulente della Banca al momento della creazione del primo importante nucleo della collezione.
Alla raccolta di opere d’arte del maggior istituto di credito ligure viene unanimemente riconosciuto il valore di testimonianza storica e di griglia fondamentale per la storia della pittura genovese dal XVI al XVIII secolo.
Questo giudizio può valere però anche per il consistente numero di quadri dell’Ottocento e del Novecento che la Banca è andata acquisendo per gli arredi dei propri uffici centrali e periferici, con preferenza di scelta verso gli artisti attivi in area ligure (ad es. Giuseppe Pennasilico, Andrea Figari, Rubaldo Merello, Berto Ferrari).
La nascita di questa preziosa collezione di opere d’arte risale al 1965 quando il Consiglio di amministrazione dell’allora Cassa di Risparmio di Genova deliberò lo stanziamento di 50 milioni di lire per l’acquisto «di opere d’arte da destinare alla nuova sede» (cioè l’attuale sede della Banca Carige in via Cassa di Risparmio, che in quegli anni era in fase di costruzione).
Tra i primi acquisti si distinguono, per importanza anche di origine, 30 quadri provenienti da Palazzo Doria di Strada Nuova.
Con queste acquisizioni Carige scongiura meritoriamente la dispersione di una delle più importanti quadrerie storiche di Genova.
Sin dall’inizio gli interessi collezionistici di Carige vengono rivolti a tutte le espressioni artistiche. Accanto a dipinti e disegni che spaziano temporalmente dal Cinquecento al primo Novecento, troviamo pertanto anche una selezione di stampe, ceramiche, sculture, argenti, mobili soprammobili e tessuti, con particolare attenzione soprattutto verso quelli di ambito territoriale.
Nel 1977 la raccolta gode di un altro prestigioso acquisto - sedici quadri della collezione di Angelo Costa, tra cui tre stupende tele di Gioacchino Assereto - seguìto da ulteriori incrementi tra i quali si distingue, per la quantità delle opere che vengono ad aggiungersi a quelle già possedute, il lascito di un ingente numero di quadri avvenuto nel penultimo decennio del Novecento per disposizione testamentaria del collezionista genovese Carlo Piccaluga. Attualmente il patrimonio di Banca Carige rappresenta un «unicum» che testimonia la presenza anche a Genova di un fenomeno, quello del collezionismo bancario, appartenente ad una realtà culturale ampiamente diffusa nel mondo della finanza. Questa pubblicazione dà visibilità anche ad un aspetto particolare del collezionismo Carige, cioè quello di aver acquistato una serie di quadri sette-novecenteschi raffiguranti città e borghi della Liguria, panorami rivieraschi, scenari portuali ed industriali, immagini di strade e piazze cittadine che gli interventi edilizi e le ristrutturazioni postbelliche hanno cambiato o addirittura distrutto. Si è creato così un fondo che, aldilà della valenza artistica, riveste notevole interesse ai fini della documentazione perché offre utili elementi di riconoscimento delle modifiche ambientali tra il passato, di cui i dipinti sono immagine, ed il presente.