Carignano e le sue chiese con vista sul sesso

Nelle guide turistiche rappresenta una tappa obbligata per una vista mozzafiato sulla città. Sui siti internet è segnalato come luogo di incontri trasgressivi. Sesso e storia: sembrano queste le due facce di uno dei quartieri più prestigiosi della città. Carignano. Un unico grande belvedere sulla Suberba. Dal poggio della Giovane Italia, poco sopra Largo San Francesco, che guarda a sud, alle navi che entrano in porto. Un tempo vi sorgeva la vecchia chiesa di San Giacomo. Luogo tristemente famoso perché lì venivano impiccati i condannati e lasciati in bella vista a monito generale. Nell'Ottocento la Chiesa è stata spostata nei giardini dedicati a Nino Bixio e sul poggio della Giovane Italia è stato posto un grande masso intarsiato a ricordo della guerra del Piave. Al confine occidentale del quartiere che finisce a filo del ponte di Sarzana un'altra chiesa, la Basilica di Santa Maria Assunta, realizzata (e mai, forse, veramente ultimata dicono gli antichi proverbi genovesi) nel 1522 su progetto di Galeazzo Alessi.
All'altra estremità, dal Ponte Monumentale si può rimirare dall'alto il via vai frenetico dei genovesi lungo la principale arteria commerciale della città. In mezzo, tra mare e monti, le Mura del Prato e soprattutto le Mura delle Cappuccine che devono il nome all'omonimo convento demolito nel 1880. È qui, tra la pavimentazione divelta, gli arbusti che crescono incontrollati e le aiuole distrutte, che si materializza maggiormente la doppia faccia del quartiere. «Sulle mura si faceva tutti gli anni il falò di San Giovanni, mentre quando, a Natale, arrivavano le giostre, posizionavano sulle Mura i loro carrozzoni», ricordano il pittore Daniele Mini e la moglie Giovanna che da quando si sono sposati vivono a pochi metri dalle mura. La signora Giovanna addirittura da generazioni tanto che il bisnonno, Emanuele Minuto, aveva una falegnameria proprio dentro al Galliera e ha realizzato tutte le porte e gli infissi del nosocomio. Erano i tempi in cui la piazza, ora deserta, brulicava di negozi: «C'era il negozio di alimentari di Luciano e Maria, il macellaio e la Gianna che gestiva un fruttivendolo», ricordano i coniugi. Oggi, sul poggio posto dietro al prestigioso Bentley, l'albergo a cinque stelle che si affaccia sul controviale di via Corsica, «i pullman di turisti continuano a passare ma non si fermano più e tanto meno fanno scendere gli ospiti per paura che cadano sulla pavimentazione dissestata», spiega l'assessore al turismo del Municipio I Centro Est, Roberta Bergamaschi (FI), che da un recente incontro con l'assessore alle Manutenzioni del Comune ha ricevuto una vaga promessa che qualcosa si farà. Prima o poi. Nel frattempo le Mura sono il paese del bengodi per gli amanti del sesso libero. Un luogo ben pubblicizzato su siti omosessuali o scambisti e dove lo scorso giugno un romeno è stato segnalato per aver cercato di adescare un agente di polizia.
«In estate è il momento peggiore, il via vai di macchine dalle 22 alle cinque del mattino è tale che dobbiamo dormire con le finestre chiuse», racconta la gente del quartiere. E anche chiudere le finestre ha i suoi rischi come quello, di una signora, di trovare un uomo nudo che si lava alla fontanella davanti a casa. Una situazione che ha convinto il Comune, spiega l'assessore Bergamaschi, a installare due telecamere fisse. Infine ci sono i viados, i travestiti di Largo San Francesco, «ma loro non danno fastidio, non portano gentaglia da fuori e, in fondo, sono anche carini ed educati», ci sentiamo romanticamente dire con buona pace di chi ritiene gli abitanti di Carignano solo «snob».