Carignano Restaurata la stele dei garibaldini

Dopo quasi trent'anni di oblio torna alla luce il monumento di corso Aurelio Saffi dedicato ai caduti garibaldini nella battaglia di Digione del gennaio 1871. I lavori di restauro della stele, che sarà consegnata oggi alle 18 con una cerimonia ufficiale, sono stati voluti ed eseguiti da parte della Gran Loggia d'Italia, degli Alpini del gruppo Genova Centro e della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria in occasione delle celebrazioni per il 150 anni dell'Unità d'Italia. Alle operazioni di ripristino hanno partecipato una ventina di volontari che, in un mese e mezzo, hanno provveduto a ripulire il monumento e tutta l'area circostante dall'edera e dai rifiuti accumulati negli anni e a riparare le crepe che, per l'incuria e l'abbandono, avevano minato la stabilità della rossiccia scultura in pietra di Albenga. Donato alla città il 4 luglio 1907 (centenario della nascita di Garibaldi) dall'Associazione del Libero Pensiero e dalla Società del Mutuo Soccorso degli Artigiani, il monumento ricorda i caduti garibaldini della battaglia di Digione combattuta in Borgogna nel corso della guerra franco-prussiana (luglio 1870 - maggio1871). Nel corso della battaglia di Digione i garibaldini schierati a fianco della Francia il 14 gennaio si installarono a Digione, nel frattempo evacuata dai prussiani, e malgrado la caduta di centinaia di uomini difesero vittoriosamente la città per tre giorni (dal 21 al 23 gennaio) dall'attacco dell'esercito germanico. La quarta brigata comandata da Menotti riuscì anche nell'eroica impresa di catturare le insegne del 61º reggimento di Pomerania, unica bandiera persa dai tedeschi nella guerra, sancendo la fine della battaglia e il ripiegamento da parte dei prussiani. Benedetto Croce nella sua «Storia d'Italia» ricorda come l'impresa garibaldina fu «per la causa repubblicana mondiale»: in Francia infatti dopo la caduta dell'Impero di Napoleone III - battaglia di Sedan del 2 settembre 1870 - si era costituita la Terza Repubblica destinata a durare fino all'invasione tedesca della seconda guerra mondiale. «Attesti questa pietra - è scolpito sul monumento di corso Saffi - l'eroismo dei nostri a Digione morti pugnando per l'invitta fede latina».