Carignano in rivolta contro il Comune

La gente protesta perché, nonostante adesso si debba pagare un canone, non ci sono comunque spazi per i veicoli

Fabrizio Graffione

«Pericu - Merella ritirate la gabella!». «Con il ratto del parcheggio il Comune fa saccheggio». «Merella ragiona, Carignano non perdona». «Giunta ladrona, la gente non perdona». «Carignano si ribella alla tassa di Merella».
Giovani, anziani, donne, qualche bambino, liberi professionisti, operai, pensionati: un nutrito esercito variegato di abitanti di Carignano, circa duecento, ha protestato ieri contro l’area blu istituita il primo novembre scorso da palazzo Tursi. Cartelli, striscioni e megafoni hanno attraversato via Corsica, via Alessi e la piazza intorno alla chiesa di Carignano. In sostanza i parcheggi, che una volta erano adibiti a zona a traffico limitato e quei pochi lasciati di colore bianco, sono stati ridipinti di blu, diventando così a pagamento per tutti, anche per i residenti. Più che un servizio è una gabella comunale che costa parecchio e non garantisce il posteggio agli abitanti di Carignano.
La «tassa» è di venticinque euro a cranio per un’automobile, ma se si ha la seconda vettura lievita fino a trecento euro all’anno. La rivolta dei cittadini, cominciata ufficialmente il trenta ottobre con la costituzione di un comitato antigabella, ha già visto il primo round vinto dai cittadini davanti al Giudice di pace. Sono stati accolti, infatti, due ricorsi presentati da altrettanti abitanti che avevano pagato, ma poi hanno ottenuto il diritto di avere i soldi indietro dal Comune. Le motivazioni delle sentenze non sono ancora state pubblicate, ma ieri moltissimi cittadini hanno deciso di seguire l'esempio dei loro vicini di quartiere.
«Prima avevamo la ztl - spiega Stefano Serveli, 43 anni - alla sera non trovavamo parcheggio, eravamo infastiditi, ma tutto sommato poteva anche andare bene così. Oggi paghiamo un servizio e i parcheggi sono ugualmente introvabili. Non è giusto che si debbano tassare i cittadini perchè il Comune ha bisogno di fare cassa».Il comitato ha quattordici fondatori e finora oltre cento iscritti. Il presidente è Sergio Achille e il numero telefonico dell’Assocarignano è 010.561487. Molti hanno firmato e sostenuto ieri mattina il corteo di protesta. «Ci sono tantissimi altri residenti che ci hanno chiamato per telefono o col passaparola nei negozi e nei palazzi del quartiere - spiega il portavoce del comitato, Carlo Caporali, commercialista, ex delegato italiano dell’Istituto revisori contabili della Ue - siamo persone serie e contestiamo di conseguenza una gabella che è un sopruso. Il ragionamento del Comune, che dice di avere istituito questa tassa speciale per migliorare il servizio Amt, in realtà è vietato dalla legge. Abbiamo chiesto un incontro con i responsabili di Tursi, ma nessuno è nemmeno in grado di dirci quante automobili ci sono a Carignano e quanti parcheggi. Hanno deciso un nuovo piano per i posteggi senza nemmeno avere le idee chiare sui parametri di sosta. Inoltre non c'è nemmeno la previsione di realizzare nuovi parcheggi, come ad esempio sotto via Corsica, dove, da via Mura delle Cappuccine, se ne potrebbero ricavare diverse centinaia».
«Mi meraviglio - dice Gino Fernando, 79 anni - che un tecnocrate come l’assessore Arcangelo Merella abbia adottato un provvedimento alzando un polverone. Eppure, come molti genovesi, lo conosco abbastanza bene, perchè sono un tassista in pensione».
Alla manifestazione di ieri ha partecipato anche Bruno Ferraccioli, il segretario provinciale della Lega Nord che ha già proposto un referendum consultivo in materia e Tullio Mazzolino, 62 anni, ex assessore comunale, che negli anni Ottanta aveva elaborato un risolutivo piano del traffico per Genova. «Daremo battaglia contro la gabella imposta da Tursi - dice Giuseppe Murolo di An - abbiamo già presentato una richiesta di ritiro del provvedimento in consiglio comunale».