CARISSIMI COMPAGNI

Lo sapete: da queste colonne facciamo le bucce un giorno sì e l’altro pure a Marta Vincenzi. Abbiamo giustamente crocifisso la poveretta persino a un innocente refuso fra la citazione dell’ex sindaco Faralli (l’autentico) e un inesistente Taralli, più noto nelle corsie dei biscotti dell’Ipercoop che a Tursi. Poi, Supermarta (in questo, sempre e comunque Super) ha ripreso a modo suo: «Certo, Faralli», con la nonchalance che la rende inimitabile.
Ma proprio il fatto non aver risparmiato nulla a Marta, ci permette di dire tranquillamente che il suo inizio è stato ottimo e abbondante per tutti i motivi che abbiamo già spiegato. Ora esagero: ma in un mese ha fatto più che la seconda giunta Pericu in cinque anni, ultima novità della serie l’annuncio di ieri su Sampierdarena. Certo, poi, le cose che ha detto Renzo Piano sembrano più un libro dei sogni che un programma di governo, alcune sono anche opinabili, ma occorre governare e sognare insieme.
Insomma, proprio perchè siamo liberissimi di criticarla e lo facciamo spesso, non abbiamo alcun timore a dire che - ogni tanto - ci troviamo ad essere (e qui parlo per me personalmente, non voglio coinvolgere incolpevoli colleghi) fan di Marta. Nonostante tutta la sua retorica prorompente, nonostante tutti i suoi atteggiamenti non sempre simpaticissimi, nonostante una verbosità tale che, se si giudicasse dal numero di parole del sindaco, Genova sarebbe la prima città d’Italia. Ma Marta, lo sappiamo, è così e così bisogna prenderla o lasciarla. Per ora, la prendiamo.
Forse esagero, ma anche la sensibilità dimostrata dall’assessore alla Casa Bruno Pastorino, che è un rifondatore duro e puro, leggendo il caso di uno sfratto sollevato su queste pagine da Diego Pistacchi e facendosene carico, almeno per riesaminare la situazione, dimostra uno scarto d’attenzione. Aiutato anche dall’arrivo nei gangli vitali della comunicazione di Tursi di un collaboratore attento e capace come Stefano Francesca e dallo staff di Simonetta Menini. Un’attenzione di questo tipo dimostra che «La nuova stagione» è qualcosa in più di uno slogan elettorale. Certo, una vera nuova stagione in cui Genova si liberi della cappa rossa che la opprime, soprattutto a livello economico, è ancora lontanissima. Ma non dire che qualcosa si sta muovendo sarebbe falso, sbagliato e controproducente. Non è urlando che si fa opposizione. Non è negando i meriti di coloro di cui spesso non si condividono le idee che si guadagna credibilità.
Stesso discorso, come potete leggere proprio qui sopra, vale per la Regione. Siamo i critici più severi della giunta di Claudio Burlando, ma sono stato felicissimo ieri della sua telefonata in cui, in seguito a una nostra denuncia, ci spiegava che la giunta avrebbe risolto il problema della casa per disabili. Idem per l’intervento dell’assessore Fabio Morchio sul problema dei reduci.
Ultima annotazione personalissima: sono felice dell’elezione di Giorgio Guerello a presidente del Consiglio comunale. É una persona perbene, equilibrata, educata e credo che il ruolo di garanzia calzi su misura alla sua personalità.
Insomma, ho parlato bene di Marta Vincenzi e di Claudio Burlando che sono diessini; di Bruno Pastorino che è comunista; di Fabio Morchio che è socialista ulivista e di Giorgio Guerello che è della Margherita. Pronto a tornare a criticarli domani.
É lo spirito di questo Giornale: pensare al bene di Genova e della Liguria, cercare di migliorarle insieme a chi governa, e non chiedersi chi parla, ma cosa dice. E su questo, solo su questo, giudicarlo. Senza guardare al colore della maglietta. Certo, se poi la maglietta è rossa, magari con un pizzico d’attenzione in più.