Caritas: «La scuola araba è una sconfitta»

Una sconfitta. Anche la Caritas avrebbe voluto un «finale» diverso per i bambini della scuola araba di via Ventura. «Così non si fa integrazione» dice chi, per professione, si occupa dei problemi degli immigrati. Aggiunge don Davanzo, direttore dell’associazione: «Sono rammaricato, non siamo riusciti a far capire a quelle famiglie che la loro identità sarebbe stata rispettata anche nella scuola pubblica». Secondo il religioso «non diventerà un “modello”, ma bisogna controllarne i contenuti, non deve diventare un luogo dove si diffondono idee pericolose». Per il direttore scolastico regionale Mario Dutto «non ha senso aver paura di una piccola scuola araba, viviamo in una realtà multietnica» ma anche lui si dice «rammaricato» per «non aver fatto capire alle famiglie egiziane l’importanza della scuola pubblica. Abbiamo già 22mila studenti di lingua araba che nelle nostre classi si sono trovati bene».
Per la scuola Nagib Mahfuz di via Ventura intanto manca solo l’ok dei Comune. «La risposta arriverà prestissimo», assicura l’assessore Moioli. Intanto i responsabili dell’associazione «Insieme», promotrice dei corsi per i bimbi egiziani va comunque avanti. Ieri un gruppo di studenti delle medie si è incontrato con l’insegnante d’italiano per ricevere i compiti da svolgere a casa. Si stanno organizzando anche visite didattiche in città.