Carlà, Kate e le altre quelle figlie vittime di mamme superstar

Hanno programmato le loro "bambine" per il successo. E ora gli rubano la scena. Il segreto della gravidanza difeso per giorni. E nonna Bruni: "Arriva un nipotino!"

Ma come? Carlà è incinta (di due gemelli, pare) e l’annuncio del bis-parto lo dà nonna Marisà, bruciando sul tempo la figlia in tv? Si sa che le mamme delle Vip, spesso, sono più esibizioniste delle figlie. Però Marisa Bruni Tedeschi, in fatto di invasioni di campo, le batte tutte. Rubare la scena alla première dame Carla Bruni Tedeschi Sarkozy non è impresa facile, eppure la première suocera Marisa c’è riuscita. E non è neppure la prima volta, anzi la premièr volt. Roba da fare invidia perfino alla pur ingombrante genitrice di Kate Middletton, l’ex hostess Carole, che ora fa i soldi coi gadget del matrimonio.
Che femmine la Marisa e la Carole: due macchine da guerra dal tailleur rosa ma dall’anima nera che, per il bene della propria «bambina» - e, perché no, anche di se stesse -, sono state disposte quasi a tutto (beh, togliamo pure il «quasi»...). Professioniste del genere «ti insegno io a farti strada nella vita, figlietta mia...» al cui confronto gente come la «prezzemolina» Marina Ripa di Meana (madre dell’attrice Lucrezia Lante della Rovere) e la «naufraga» dell’Isola dei famosi (famosi?) Gianna Orru (madre della showgirl Valeria Marini) sembrano dilettanti allo sbaraglio. Le prove di tanta capacità ci sono, eccome. Non dimentichiamoci, ad esempio, che la mamma di Carla Bruni (oltre a far maritare la figlia con Sarcozy) è riuscita a coinvolgere l’illustre genero Nicolas perfino in un’accesa riunione di condominio con all’ordine del giorno la delicatissima questione dello sgocciolamento dei gerani della signora del piano superiore; nell’occasione il ventitreesimo presidente della Repubblica francese, facendo valere tutta la sua autorevolezza, seppe brillantemente bloccare lo sconcio dell’innaffiamento selvaggio delle piante: un grande successo diplomatico di cui la signora Marisa si vanta ancora con le amiche di Montmartre. Vantarsi con le amiche, che volgarité!». Ma la Marisa Bruni Tedeschi nata Borini (famiglia di costruttori torinesi) è fatta così: da sempre pianista di talento e attrice sporadica, il suo quarto d'ora (facciamo pure mezz’ora, abbondante) di celebrità lo sta vivendo adesso, in età matura, da quando si è trovata, dal 2007, a interpretare sulla scena mondiale la parte di suocera molto amata di un presidente - a suo dire - «parecchio coccolone». Le rime con «one» sono sempre molto - ma molto - pericolose e, nel caso di Monsieur le Président, il rischio aumenta sensibilmente. Pericolo di cui non sono immuni neppure nostrani personaggi di acclarato talento come Paolo Brosio (diventato famoso grazie anche alla capacità della sua «mamma d’arte», la mitica signora Anna, di fargli da sparring partner) e Vittorio Sgarbi(che, per sua stessa ammissione, «deve tantissimo» a mamma Rina).
Ma per toccare con mano l’influenza (spesso nefasta) delle mamme su figlie e figli, non serve scorrere l’elenco dei Vip: basta guardarsi allo specchio. Chi di noi, infatti, non ha mutuato da mammà qualche «piccolo difettuccio»? Le figlie e i figli unici sono poi un caso patologico a parte: soggetti complessati fin da piccoli su cui la «forte personalità» della mamma ha riversato (continuando anche adesso che sono adulti) ansie e frustrazioni. E non sarà certo un caso se il detto recita: «Tale madre...tale figlia...». Lo aveva capito bene il regista Luchino Visconti che, nel 1951, girò «Bellissima», film-manifesto del Neorealismo dove si racconta l’amara illusione della popolana Maddalena Cecconi (Anna Magnani) che sogna per la figlia Maria un futuro da bimba-prodigio. Sora Maddalena farà qualsiasi sacrificio per garantire alla piccola il fotografo, la maestra di recitazione, quella di ballo, il parrucchiere e la sarta e litiga col marito Spartaco, contrario ai suoi desideri di successo per la figlia. Finirà malissimo.
Non tutte le mamme hanno la «fortuna» di avere figlie che si chiamano Carla, Kate (o, al limite, Pippa).