Carlà si gioca il derby dell’Eliseo

da Parigi

Il cuore di Carla è diviso alla vigilia del giorno più lungo. Ma la ragion di Stato non ammette perplessità quando sono in ballo i destini del Paese in cui si è assunto un ruolo tanto importante. All'età di quarant'anni, la first-lady francese Carla Bruni ha preso tanto posto nell'immaginario collettivo del popolo transalpino da non potersi permettere il lusso di tradirlo con dichiarazioni avventate sul tema più importante del momento: la partita di calcio di stasera tra i Bleus e gli azzurri. Certo le maglie si assomigliano, ma l'ostilità calcistica tra i due Paesi è più alta delle montagne che li separano. La first-lady non può esitare. Per cui, eccola lasciar trasparire con varie dichiarazioni la propria simpatia a favore della squadra di Thierry Henry, guidata dal tenebroso Domenech, il Rasputin del calcio francese. Le emittenti parigine esultano: Carla Bruni fa il tifo per la nazionale di casa, impegnata contro il suo Paese d'origine. Una stazione radio serissima come Bfm, specializzata in economia e in politica internazionale, infila in un talk-show politico della domenica mattina l'argomento delle preferenze calcistiche di Carla Bruni, sostenendo che non c'è dubbio sulla sua fedeltà ai galletti di Francia.
Gli italiani di Parigi, che apprezzano Carla Bruni, ingoiano l'amaro calice della sua conversione calcistica a favore dei Bleus: il destino della nazionale è troppo importante per il marito Nicolas. Quando la Francia vinse il Mondiale del 1998, sia il presidente della Repubblica, il gollista Jacques Chirac, sia il primo ministro, il socialista Lionel Jospin, staccarono i dividendi politici di quel successo, che fu un autentico toccasana per il morale di tutto quanto il Paese. Poi sono venuti tempi più duri, caratterizzati dalla crisi economica e dalla rivolta delle periferie urbane.
Oggi la Francia cerca se stessa su un grande prato verde. Il suo presidente è convinto che il cammino dell'autocoscienza passi per un successo sportivo. La moglie del presidente, che tanto sta facendo per migliorarne l'immagine, non può certo voltargli le spalle in nome della propria origine nazionale. Bisognerà dunque essere generosi e comprensivi se Carla esulterà stasera in caso di qualificazione della Francia. Magari, in cuor suo, esulterà anche in caso di qualificazione dell'Italia. Beata lei che vince sempre.