Carla Bruni conferma: io e Sarkozy ci amiamo e non ci nasconderemo

La top model al direttore dell’Express: "Sarebbe stato difficile mantenere il segreto". L’idillio nato nel corso di una cena in casa del pubblicitario Séguéla

L’idea che due innamorati scelgano Euro-Disney come romantico luogo d’incontro, ha un che di surreale. Magari lei si perde negli occhi di Pluto, magari lui fantastica su Biancaneve e i sette nani... Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, diceva il filosofo, e chi siamo noi per negare a dei cuori autunnali il diritto di scaldarsi dove meglio loro aggrada?

Detto questo, e siccome siamo comunque gente di mondo, avendo fatto il militare a Cuneo, che il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy passeggi per il più classico dei parchi-giochi per l’infanzia, avendo a fianco la top-model-cantante-amante per eccellenza di Francia, ovvero Carla Bruni, ha più a che fare con il marketing che con il petting.

Intendiamoci: non stiamo parlando di millantato credito. Giravano già foto relative a una passeggiata a due nel parco di Versailles, questo sì più romantico e più in linea con lo status presidenziale, a un saluto da «affettuosa amicizia» di lui sotto casa di lei, e giravano già anche le voci di una cena galeotta in casa di Jacques Séguéla, vale a dire il grande guru della pubblicità transalpina. Il direttore del settimanale L’Express, Christophe Barbier, ha del resto avuto dalla diretta interessata la conferma della relazione: «Non vogliono più nascondersi - ha riferito -, sono due personaggi pubblici, estremamente famosi. E sarebbe stato per loro difficile mantenere il segreto».

È tutto, va detto, molto francese, meglio, molto parigino, nel senso che il letto e il sesso, le corna e gli intrecci, gli ex e le ex, le donne degli amici e i fidanzati delle amiche appartengono alla migliore tradizione nazionale. Carla Bruni stava con il saggista Jean Paul Enthoven, il cui figlio, Raphael, era il marito di Justine Levy, figlia a sua volta di Bernard Henri-Levy, detto B.H.L. o «il filosofo con la camicia» (bianca). Naturalmente, Bernard e Jean Paul erano amici-rivali... A un certo punto, Carla passò dal padre al rampollo e con lui fece un figlio: quanto a Justine, prima pianse, poi ci scrisse su un romanzo, «Niente di serio» era il titolo...

B.H.L, è anche però l’intellettuale che nei giorni scorsi Sarkozy ha definito «da caffè di Saint-Gérmain, uno che non rischia mai niente», dopo che questi lo aveva criticato per la sua apertura al leader libico Gheddafi. Ma è altresì la stessa persona che nelle ultime settimane è stata vista spesso in compagnia di Cécilia Ciganer-Albeniz, ex signora Sarkozy, dal presidente molto amata, molto inseguita e molto difesa nell’anno della campagna elettorale che ne segnò il trionfo politico ma anche la débâcle familiare. E però, bisognerà pur ricordare che Cécilia era la moglie di Jacques Martin, mostro sacro della Tv francese, unita in matrimonio proprio da Nicolas, nella sua veste di sindaco di Neuilly, e poi divenuto talmente amico della coppia che durante una vacanza a Megève sua moglie entrando nella stanza di Cécilia per uscire insieme per lo shopping, ci trovò a letto suo marito...

Fermiamoci un attimo. Che pubblico e privato siano ormai la stessa cosa, è un dato di fatto, ma bisogna dire che l’accelerazione avvenuta nell’ultimo decennio fa riflettere. Mezzo secolo fa, l’uscita de «Il riposo del guerriero» di Christiane Rochefort poteva fregiarsi della fascetta editoriale: «Il romanzo che ha fatto arrossire la signora de Gaulle». A incarnarne sugli schermi la protagonista, nel 1962, fu Brigitte Bardot, che in de Gaulle vedeva il simbolo della Francia, tanto quanto, probabilmente, il generale vedeva in lei la Marianne par excellence... Pure icone l’uno per l’altra, insomma. Dieci anni dopo, quel «rossore» lasciava il posto alle fogne dell’affare Markovic, quando nel tentativo di far fuori Georges Pompidou dalla corsa per la presidenza, si misero in giro voci di festini porno e foto osé della moglie con il clan vitaiolo-malavitoso che ruotava intorno ad Alain e Nathalie Delon... Intanto, il vero presidente-seduttore era quel François Mitterrand di cui si nasconderanno per anni figlia illegittima, Mazarine, ed amante, nella logica, appunto, che gli affari di cuore non sono affari di Stato...

Già con Chirac il clima, va detto, aveva cominciato a cambiare, ma un po’ per le leggi lì vigenti in materia di cronaca, un po’ per quel misto di orgoglio e di riservatezza con cui è sempre stata trattata la più alta carica dello Stato, il pettegolezzo rosa non è mai divenuto cronaca giornalistica vera e propria, inchiesta, scoop.

Sarkozy, insomma, sembra adesso segnare lo sdoganamento di ogni confine, ma non nel senso di chi si trova a subire l’invasione dei media, ma di chi al contrario li usa, se ne serve, li ritiene utili alla costruzione di un soggetto politico che è anche e soprattutto un soggetto sentimentale: la vita è una sola, sembra essere il suo messaggio, e la voglio vivere tutta e a modo mio. Si spiegano così le esagerazioni estive di vacanze su yacht si lusso di proprietà di ricchi amici, gli «abbordaggi» a motoscafi di paparazzi, così come gli scontri giornalistici con chi veniva ritenuto colpevole di lesa maestà, cioè di non rispettare le regole del gioco, vale a dire che a dare le carte doveva essere sempre e comunque lui, il presidente...

Sarkozy è un politico postmoderno, qualsiasi cosa questa parola voglia dire. È nato dopo la Seconda guerra mondiale, non ha nessuno degli elementi che costituirono l’educazione familiare classica delle famiglie pre-belliche, decoro, onore, pudore, sudore: per quanto consideri il Sessantotto la sua bestia nera, ne è per molti versi il rappresentante più classico: vuole tutto, anche l’impossibile, e niente gli può essere vietato. In un Paese, lo abbiamo visto, che tendeva ad escludere il sesso dalla sfera politica, riversandolo però nel vasto campo della cultura (gli intellettuali francesi, siano essi romanzieri, registi, pittori, attori, vescovi, hanno lastricato il Novecento di «relazioni pericolose»), il suo modo di porsi è spiazzante proprio perché superbamente sprezzante, una sorta di «io faccio quello che voglio e voi fate un po’ come vi pare»... Può anche rivelarsi vincente, e tuttavia ha i suoi rischi.

Vista dal di qua delle Alpi, è una «lezione francese» non si sa bene quanto praticabile. Per restare nel campo della nostra destra politica, l’ultimo decennio e poco più ha significato la scoperta della donna e del sesso in un mondo che, per tradizione, cultura, retaggi, si era sempre limitato a derubricarla, più o meno facendo finta di innalzarla a moglie e madre. Di qui matrimoni finiti, scandali e scandaletti, lettere, querele... Il letto della Seconda Repubblica si è insomma rivelato irto di spine, e quanto alle rose, la media, va detto con franchezza, non brilla per elegante bellezza. Sarkozy avrà molti difetti, ma per noi Carla Bruni glieli spazza via tutti. E si sarà capito che questo è l’articolo di un invidioso.