Carla Fracci come Isadora Duncan

Chiusura migliore per la rassegna «Danza alla fortezza del Priamàr», organizzata da Alessandro Acquarone e dall'Associazione Arte e Danza Teatro di Torino-Loredana Furno, non poteva esserci: domani sera Carla Fracci, per la prima volta a Savona, sarà l'indiscussa protagonista dello spettacolo «Carla Fracci ricordo di… Isadora Duncan» (che prevede anche «Apollon Déco»).
Un gran finale dunque, dopo i successi de «Il Lago dei Cigni», «Pulcinella» e «Circus Polka», con una delle più grandi ballerine della nostra epoca, che è stata anche insignita anche del titolo di Cavaliere, Commendatore e Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana. Eugenio Montale la definì «Eterna fanciulla danzante»; la nota critica di danza, Vittoria Ottolenghi scriveva di lei: «ci ha dimostrato che si può essere sempre i migliori, se lo si vuole. E che si può restare eterni». Alla ballerina milanese si deve, senza timore di esagerare, la crescita del balletto in Italia, con tutto il contorno di passioni e successi.
Lo spettacolo in programma domani alle 21.15 vede Carla Fracci impegnata in un omaggio, come è comprensibile dal titolo stesso, ad un mito della danza contemporanea: Isadora Duncan, pioniera, a cavallo del XIX e XX secolo, di una nuova idea dell'arte coreutica. Artista antiborghese e carismatica, la Duncan considerava ed usava la potenzialità del corpo come strumento per raggiungere la sintonia spirituale tra corpo e anima, piuttosto che la fisicità e la «razionalità geometrica» fine a se stesse della danza accademica, creando una vera e propria rottura con il passato ed anticipando i nuovi stili. Alla danzatrice americana sono dedicate quattro danze struggenti - «danze fatali» - coreografate per Carla Fracci dagli americani Millicent Hodson e Kenneth Archer su musiche di Ludwig van Beethoven ("Adagio cantabile" della sonata in Dom n.8 Patetica), Edvard Grieg («Morte di Ase» da Peer Gynt), Alexander Skrjabin («Famine» da op.8 Etude), Franz Schubert («Ave Maria»). Un progetto ideato dal regista Beppe Menegatti - anche marito di Carla Fracci - ed ispirato da alcuni brani del testo «Narrate, uomini, la vostra storia» di Alberto Savinio, dedicato alla vita controcorrente e rivoluzionaria della Duncan. Accompagnata dai Primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma, Carla Fracci alterna momenti sereni, struggenti e drammatici arrivando a dare prova di una inarrivabile ed eccellente interpretazione tragica di ciò che è stata la vita e l'arte dell'indimenticabile danzatrice statunitense. Inframmezzati alle danze anche brani recitati e gli spiritosi interventi in stile charleston di «Apollon Déco» che ci riportano al periodo in cui è vissuta Isadora, gli anni '20.