Carla, la prima volta da first lady di Sarkò

La modella italiana, dopo il matrimonio ufficiale celebrato all'Eliseo il 3 febbraio scorso, esordisce al fianco del presidente francese durante la visita di familiari e amici della donna francese nelle mani delle Farc

Parigi - «La cosa peggiore sarebbe il silenzio». Nicolas Sarkozy ha voluto ricordare così la ricorrenza del rapimento di Ingrid Betancourt, francese di passaporto colombiano, rapita sei anni fa dai guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane), che si battono per instaurare un regime marxista nel Paese sudamericano. Proprio la decisione di Sarkozy di non lasciar passare sotto silenzio la triste ricorrenza del sequestro è stata all’origine del primo atto compiuto da Carla Bruni nella sua veste ufficiale di first lady francese (a seguito del matrimonio civile celebrato il 3 febbraio scorso all’Eliseo). La coraggiosissima Mélanie, figlia della Betancourt, è stata ricevuta all’Eliseo dai coniugi Sarkozy in compagnia del fratello Lorenzo - che comincia anche lui a girare il mondo per parlare del sequestro della mamma - e del loro padre, Fabrice Delloye. Con loro c’era l'ex senatrice colombiana Consuelo Gonzalez, che sei anni fa venne rapita insieme alla Betancourt e che è stata rilasciata dalle Farc lo scorso gennaio. In pratica la donna fa parte della famiglia Betancourt. Il colloquio tra i coniugi Sarkozy e i loro ospiti è durato un’ora.

Sarkozy e Carla Bruni hanno promesso alla famiglia di Ingrid Betancourt che tutto il possibile verrà fatto per ottenere la liberazione dell’ostaggio. Il pensiero dei politologi francesi e degli osservatori internazionali è andato alla missione che Cécilia Sarkozy, allora moglie del capo dello Stato, compì lo scorso luglio a Tripoli per spingere il colonnello Gheddafi a liberare le infermiere bulgare, trattenute da anni in prigione sotto la delirante accusa d’aver deliberatamente inoculato il virus dell’Aids nel sangue di centinaia di bambini libici. Certamente la crisi colombiana è ben diversa da quella libica - un conto è trattare con un dittatore e un altro convincere guerriglieri «invisibili», che si nascondono nella giungla -, ma a Parigi ci si chiede se Carla Bruni-Sarkozy riuscirà a diventare una sorta di emissario internazionale del marito, capace di lavorare per la soluzione di gravi crisi umanitarie. In un’intervista recentemente concessa al settimanale L’Express, Carla Bruni-Sarkozy ha detto: «Io non so ancora ciò che farò in veste di first lady, ma so che lo farò seriamente». Al ruolo dinamico di Carla Bruni-Sarkozy sembra credere Mélanie, che insiste perché nessuna strada venga scartata nell’impegno volto alla liberazione della sua mamma. La giovane ha aggiunto che Carla Bruni «era molto attenta nell’ascoltare le nostre parole e ci ha rivolto frasi toccanti». Alla fine i coniugi Sarkozy hanno accompagnato la famiglia di Ingrid Betancourt fino alla porta del palazzo presidenziale, dove la first lady ha abbracciato e baciato i quattro ospiti. Tra un mese Carla Bruni accompagnerà il marito in viaggio ufficiale a Londra, dove la stampa già parla del suo incontro con la regina Elisabetta.