Carlo d’Austria

Carlo Francesco Giuseppe d'Asburgo, imperatore d'Austria e re d'Ungheria, nacque nel 1887, figlio dell'arciduca Ottone e nipote di Francesco Giuseppe. Nel 1911 sposò la principessa Zita di Borbone-Parma, da cui ebbe otto figli. A quest'ultima il Papa s. Pio X aveva predetto il trono, cosa che avvenne (del tutto inaspettatamente), quando, dopo l'uccisione a Sarajevo dell'arciduca Francesco Ferdinando, toccò a Carlo succedere al prozio Francesco Giuseppe nel 1916. Uomo di grandissima fede cattolica, durante la Grande Guerra fu l'unico capo di Stato ad appoggiare le iniziative di pace del papa Benedetto XIV. Le sue profferte di pace separata all'Intesa fallirono per l'opposizione dell'Italia, mentre in patria veniva accusato di essere succube della moglie italiana. Cercò di fare del suo impero una confederazione di Stati ma anche qui fallì, a causa dell'opposizione degli ungheresi, che nulla volevano concedere alle loro minoranze. Infine, il partito filogermanico in Austria faceva di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. A guerra finita, l'impero austro-ungarico fu la vittima designata dei vincitori. Carlo e la sua famiglia vennero portati in Svizzera dagli inglesi. Il reggente ungherese Horty per ben due volte tradì le aspettative del suo popolo e la fiducia di Carlo, che aveva sperato di tornare al trono. Consegnato ai vincitori, fu mandato in esilio a Funchal nell'isola di Madeira. Solo nel 1922 i suoi figli gli furono riconsegnati. Privo di mezzi finanziari, in una casa fredda e umida, si ammalò di polmonite e morì nello stesso anno. Aveva trentaquattro anni.