Carlo Felice, Di Benedetto le canta alla Carlucci

Il sovrintendente: «Abbiamo messo in palio una crociera? Il Metropolitan di New York regala una Porsche... E continueremo ad aprirci alla città»

Il Teatro Carlo Felice fa una lotteria mettendo in palio una crociera e c’è chi grida allo scandalo. La deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci ha presentato un’interrogazione al ministro per il Beni e le Attività culturali per sapere come mai l’ente lirico genovese «arrotondi» il bilancio affittando alcune delle sale a varie associazioni per corsi di tango e pilates, e lanciando persino una lotteria. E così si scatena il duello a distanza con il sovrintendente Gennaro Di Benedetto che risponde alla bella deputata punto su punto.
La Carlucci, in particolare, attacca le attività «collaterali» che avvengono nel teatro. «Purtroppo da qualche anno, accanto alle normali attività, la struttura viene utilizzata per attività che non sono assolutamente confacenti alle tradizioni di un teatro come quello di Genova - scrive la Carlucci -, nell’estate del 2005, ad esempio, in occasione del cinquantenario del Festival internazionale, nel teatro è stato ospitato uno stage a pagamento tenuto dal ballerino televisivo Kledi Kadiu. Nell’autunno del 2005 il teatro ha promosso l’iniziativa «La fortuna è all’opera! Lotteria della Fondazione Teatro Carlo Felice per cui ogni privato cittadino poteva acquistare un biglietto per 5 euro, con premi in palio offerti da diverse aziende (tra cui crociere, televisori, gioielli e addirittura un taglio di capelli) la cui natura sicuramente nulla ha a che vedere con il mondo artistico e tra l’altro nulla si è saputo del ricavato della lotteria».
Ma l’affondo della Carlucci riguarda anche l’utilizzo delle sale da ballo. «Quella dedicata alla ballerina futurista Giannina Censi, di ben 400 metri quadrati, da due anni è affittata a privati, scelti personalmente dal sovrintendente Gennaro Di Benedetto, senza nessun concorso pubblico inerente a corsi amatoriali».
Ma Di Benedetto non ci sta e in un lettera inviata al Ministero «smonta» punto su punto l’attacco della deputata forzista. «Prima di accusare di provincialismo chi mette un teatro come quello genovese a disposizione della città bisognerebbe informarsi e sapere, per esempio, che il Metropolitan di New York tutti gli anni mette in palio una Porsche con la lotteria» dice Di Benedetto. Che - sebbene lotteria ed affitto delle sale da ballo siano attività remunerative per il teatro - non ne fa una questione di soldi. «La lotteria ha fruttato 18.175 euro - continua - e certamente non sono queste le cifre che possono cambiare il destino di un teatro. Io ho voluto aprire il teatro alla città e credo che soltanto il fatto che ci siano mille persone che entrano al Carlo Felice per viverlo e non come spettatori sia una grande conquista per i genovesi». Di Benedetto precisa che «sia che si tratti di tango o di corsi di pilates poco mi importa». Le due sale che vengono concesse in affitto («a prezzi di mercato», precisa il sovrintendente) sono state ristrutturate nel 1994 e poi mai utilizzate.
«Il teatro non ha una scuola né un corpo di ballo, non ha mai potuto averli per ragioni finanziarie, ma anche organizzative - continua Di Gennaro - così queste sale sono state oggetto di una nuova ristrutturazione nel 2005. Per concederle a prezzi di mercato non abbiamo mai detto di no a nessuno perché nel mio intendimento il teatro non deve essere una torre d’avorio».
Comunque la finalità di spettacolo e di arte ha la priorità visto qualora vi sia in cartellone uno spettacolo di danza la priorità dell’utilizzo viene data alla compagnia ospite. Insomma meglio lasciare le sale chiuse o concederle alla città? Almeno mille apprendisti ballerini non avrebbero dubbi.