Il Carlo Felice cerca pubblico e sceglie le opere più popolari

Se un aggettivo vogliamo trovare per definire la prossima stagione lirica del Carlo Felice, beh, quello non è senz'altro «originale» o «azzardata», né tantomeno «nutrita». Una stagione con pochi titoli (9 compresi i due balletti, anche se con un numero di recite maggiore), ma soprattutto tutti «di repertorio», senza incursioni nel nuovo o semplicemente nel poco conosciuto: per carità, tutti capolavori della nostra storia musicale - «i pilastri dell'Opera», secondo le parole del Sovrintendente Di Benedetto - ma davvero qualche rischio in più (magari con un briciolo ancora di novecento oltre all'Arianna a Nasso) si sarebbe certamente apprezzato.
Colpo di coda di questa tormentata malattia che ha vessato il Carlo Felice, in particolare negli ultimi mesi? Può darsi.
Certamente il teatro ha bisogno di avere di nuovo il suo pubblico, ha bisogno della platea gremita per andare avanti e forse questa è la miglior terapia. Vedremo.
Apre il cartellone il 24 ottobre «Capuleti e Montecchi» di Bellini, con il prestigioso «duo» Devia - Ganassi. Si va avanti (22/11) con Boheme di Puccini; sul podio Daniel Oren (confermato direttore principale). Dicembre (10) è - come da tradizione - mese dedicato al balletto: «Lo Schiaccianoci» di Ciaikovskij con il Balletto dell'Opera di Kiev. L'anno nuovo apre con «Il Turco in Italia» di Rossini (20/1) in un nuovo allestimento del Carlo Felice (ripreso dalla produzione del Rossini Opera Festival di Pesaro) e con le scene di Lele Luzzati (in occasione del secondo anniversario della morte). Di nuovo allestimento casalingo (in coproduzione con Teatro dell'Opera di Atene e Teatro Campoamor di Oviedo) per l'unica perla del Novecento, «Ariane auf Naxos» di Strauss (20/2). «Andrea Chenier» di Giordano in marzo (24) sempre con allestimento genovese e con il baritono Renato Bruson.
Il Bejart Ballett Lausanne (2/5) proporrà «L'uccello di fuoco» di Stravinskij e «Bolero» di Ravel con la coreografia - naturalmente - di Maurice Bejart. Ancora Oren sul podio di «Rigoletto» (29/5) di Verdi con Leo Nucci protagonista e chiusura di stagione spumeggiante con «la Vedova Allegra» di Lehár (25/6), in coproduzione con il Teatro Verdi di Trieste.
Passiamo alla Sinfonica, che prevede invece molti appuntamenti, tutti affidati a grandi «bacchette». Al Primo Direttore Ospite Juanjo Mena è «affidato» il mese di settembre, con il concerto «aperto alla città», centro della «Notte Bianca» (12-13) con la «Nona» di Beethoven; il concerto inaugurale di stagione (18) e il II in abbonamento (25), anche questi con programma beethoveniano. In ottobre (9), in concomitanza col Salone Nautico, Jonathan Webb offrirà una serata «americana» con capolavori di Bernstein e Gershwin.
Concerto di Natale (20/12) diretto da Christopher Franklin e in compagnia del Coro di Voci Bianche del M° Tanasini; Concerto di Capodanno con Fabio Luisi; concerto del Giorno della Memoria (27/1) con Joel Levi. Previsto anche un appuntamento (8/3) per la festa della donna, con l'altro podio «femminile» della stagione (oltre alla Jones), Imma Shara e il tradizionale Concerto di Pasqua con Lü-Ja. Ancora Oren (7/11, 9/5); Jan-Latham Koenig (24/2); Donato Renzetti (4/3); Nello Santi (18/4); Asher Fisch (23/4). Da ricordare poi la prima edizione «self-made» del Premio Paganini (fino ad ora impegno anche del Comune), diretta dal maestro Franklin. (26/9 - 5/10).