«Il Carlo Felice diventi Mazzini»

La chiamano spoil system: quando, per effetto delle elezioni, cambia la maggioranza al potere, si sostituiscono tutti gli esponenti del vecchio regime con quelli del nuovo. Ora pare che i diessini vogliano estendere lo stesso criterio «rotatorio» alla titolazione di strade e opere pubbliche. E del Teatro dell’Opera: «Carlo Felice non va bene, fa pensare a un sovrano dispotico e assolutista, autore di una violenta repressione contro i moti rivoluzionari del 1821» ricordano con rabbia, novelli Osborne, i due consiglieri regionali della Quercia Ezio Chiesa e Luigi Cola. E aggiungono: «Considerato che l’intitolazione di opere pubbliche è un modo per onorare la memoria di persone che si sono distinte in modo positivo, non si capisce perché il teatro lirico debba continuare a portare il nome di un simile personaggio». La proposta dei diessini: «Intitoliamo il teatro a Giuseppe Mazzini, sostenitore di un messaggio politico democratico e repubblicano che rivela ancora oggi aspetti di grande attualità». Abile e arruolato nell’Unione, insomma. Della serie: visto che Garibaldi non ha portato fortuna al fronte popolare nel 1948, proviamoci con Mazzini. Per cantarla ancora agli italiani, meglio se dal Teatro dell’Opera.