Carlo Felice, i sindacati fanno il bilancio: «La Vincenzi per noi è come Ponzio Pilato»

Di Carlo Felice si continua a parlare. L'assemblea generale indetta dai Sindacati Autonomi e dalla Uilcom a Palazzo Tursi è ormai cosa passata, ma sotto l'albero non abbiamo trovato - per fortuna? - nuove sorprese. Un'assemblea, quella pre-natalizia, moderata nei toni, dopo il vertice del 16 dicembre tra il sindaco Marta Vincenzi, il commissario straordinario Giuseppe Ferrazza e il capo di gabinetto del ministero dei beni culturali Salvatore Nastasi, che aveva affrontato e in parte risolto l'emergenza finanziaria sul fondo pensioni integrativo del teatro. «Abbiamo ritirato il nostro "bivacco" di protesta davanti al comune - dichiara Nicola Lo Gerfo, lieder della Fials, nonché contrabbassista dell'orchestra - ma questo non vuol dire che rinunciamo alla nostra battaglia. Siamo contenti che i problemi sollevati dai lavoratori siano stati presi finalmente in considerazione, ma ora vigileremo affinché queste ultime promesse vengano mantenute».
Nel corso di quel vertice inatteso, come si legge nel comunicato inviato da Ferrazza a tutte le organizzazioni sindacali del teatro, il Comune ha dato infatti la disponibilità a farsi garante per un mutuo trentennale, finanziato dalla Regione, che la Fondazione accenderà con la Banca Carige per risarcire i lavoratori e soddisfare così tutte le parti in causa. La spada di Damocle dell'imminente chiusura sembra ora non così minacciosa. La replica dei sindacati non si è fatta attendere. «La Sindaco finalmente è stata costretta a risponderci - continua Lo Gerfo - e del resto non avrebbe potuto fare altrimenti, perché i fatti ci stanno dando ragione. In questi ultimi mesi ci hanno considerato tutti dei pazzi, solo perché cercavamo di difendere i nostri diritti: com'è possibile che dopo anni di versamenti e sacrifici, i lavoratori debbano rimanere con un pugno di mosche? Lo sciopero è rimasto l'unico mezzo per farci ascoltare: tante volte si sarebbe potuto evitare, se ci avessero dato retta e se avessero provveduto per tempo. Così avremmo risparmiato tutti questi ulteriori danni economici al teatro». Intanto all'assemblea generale si è discusso anche dei problemi organizzativi del teatro, anche perché quella del fondo integrativo non è l'unica questione in ballo: rimane ancora il taglio del Fus, il Fondo Unico dello Spettacolo, che riguarda tutte le fondazioni liriche italiane. Dal canto suo, Nastasi si è impegnato a reintegrare la quota spettante al Carlo Felice, a condizione che il bilancio sia in pareggio, mettendo il teatro sulla strada obbligata del contenimento dei costi per evitare sprechi inutili.
«Ringraziamo chi si sta adoperando per risolvere questa intricata situazione - Lo Gerfo appare più tranquillo - ringraziamo Gianni Plinio per la sua mozione a favore del teatro, ringraziamo il Ministero, la Regione e naturalmente anche il Comune, anche se non abbiamo mai apprezzato l'immobilismo esasperato della Sindaco, che, novella Ponzio Pilato, del teatro se n'è lavata le mani. Adesso aspettiamo i fatti. E intanto gli orchestrali hanno offerto questo concerto alla città, domenica scorsa, con un grande Fabio Luisi sul podio e con un grande entusiasmo di noi musicisti. Perché siamo proprio noi musicisti i primi a voler difendere il Carlo Felice, patrimonio storico, artistico ed economico fondamentale per la nostra città». E la città entusiasta ha risposto, con un teatro tutto esaurito. Le altre risposte si attendono dal nuovo anno.