Il Carlo Felice non è invisibile

Gentile dottor Lussana, sebbene non la si possa che ringraziare per il sostegno offerto in questi giorni al Carlo Felice, colpisce nel suo pezzo di sabato 19 gennaio l'inaspettata annotazione sul presunto «azzeramento» della visibilità del Teatro a livello nazionale. Pur in un periodo di sempre minore interesse da parte della stampa nei confronti della musica e dell'opera in particolare, il Carlo Felice resta sempre il produttore di cultura genovese e uno dei teatri italiani più seguiti in assoluto. La programmazione è regolarmente annunciata con evidenza tra gli spettacoli della settimana o del mese sia dalle riviste specializzate, sia dalle riviste di opinione, sia dall'importante settore dei «femminili» che per i due maggiori quotidiani italiani sono spesso la migliore vetrina dello spettacolo e della cultura. Alle «prime» vengono in genere i critici dei quotidiani più importanti, sempre che le prime vadano in scena, perché dopo è quasi impossibile ottenere uno spostamento di data. In quei giornali purtroppo ormai lo spazio di recensione è ridotto a un appuntamento settimanale, quindi ci siamo per scelta loro e merito nostro.
Siamo presenti anche con le notizie di cronaca, magari non c'è da rallegrarsi, ma la visibilità mediatica raggiunta dal Carlo Felice è tale che ad esempio proprio nelle ultime due settimane tutti i quotidiani si siano occupati proprio dei problemi di questo teatro, e non di quelli degli altri più o meno simili, anche in prima pagina.
Negli ultimi tre anni, inoltre, l'annuale programmazione televisiva sulle reti Rai di un'opera completa dal Carlo Felice ha raggiunto il massimo ascolto rispetto agli altri Teatri italiani (superando i 450.000 spettatori, ovvero molto più dei visitatori di tante mostre di grido) e ciascuna opera programmata raccoglie in genere in occasione della «prima» che viene trasmessa in diretta da Rai Radio 3 circa 200.000 ascoltatori, per non contare i numerosi casi di ritrasmissione in diretta o in differita sul circuito Euroradio che in talune occasioni viene esteso anche alle emittenti su scala nazionale di Stati Uniti e Canada.
Tra l'altro anche la notizia della scelta del nuovo Direttore Artistico è apparsa in prima mondiale su «Musical America», la più letta rivista di musica al mondo, disponibile «on line» in abbonamento, ma con il sommario in libera lettura.
Certo, in occasione di scontri e polemiche può essere utile a taluni invocare peccati non accuratamente controllati, ma anche a proposito della diffidenza tipicamente genovese nei confronti di ciò che a Genova si fa è giusto ricordare a quali livelli di notorietà sia giunto il Teatro Carlo Felice soprattutto per la propria ormai riconosciuta eccellenza nel panorama nazionale. In fondo, se Francisco García-Rosado, direttore della rivista Opéra Actual che vende nel mondo 95.000 copie, l'anno scorso ci confidava d'esser convinto che da questo Teatro stia partendo la rinascita della lirica in Italia o se tutte le riviste di settore hanno appena accolto con assai grande apprezzamento l'ultima produzione del Carlo Felice, «Il cappello di paglia di Firenze», potrebbe anche voler dire che proprio invisibili non siamo. Con i più cordiali saluti.
*Capo Ufficio Stampa del Teatro