Il Carlo Felice snobba Mameli nei 150 anni dell’Unità d’Italia

Nemmeno il centocinquantesimo salva il «Mameli». L'opera di Ruggero Leoncavallo, che nel cartellone lirico del Carlo Felice la faceva da protagonista nelle celebrazioni nazionali di quest'anno, salta, o meglio, slitta al prossimo autunno. Facendo i debiti scongiuri, s'intende, con questi chiari di luna. «Presentiamo la stagione fino a giugno - ha esordito a mezza voce il sovrintendente Giovanni Pacor, che oltre agli accidenti del torrione di De Ferrari soffre anche del mal di stagione - ma ci tengo a sottolineare che la programmazione è già stesa fino al prossimo dicembre, festeggiamenti nazionali compresi. Del resto, è meglio procedere coi piedi di piombo, di questi tempi». Tempi un po’ bui, in cui il direttore artistico figura addirittura come «orpello». Termine un po' forzato, in verità. «Non posso permettermi di mettere il coprivolante in pelle, quando ho da pensare a far funzionare la macchina, con trecento dipendenti da pagare; per ora va benissimo così, i titoli ci sono, i numeri anche».
Ecco, appunto i numeri. Approvato non più tardi di qualche giorno fa il bilancio preventivo del 2011, che, udite udite, è in pareggio: con tutto ciò che (si spera) si potrà aggiungere tra Fus (fondo unico spettacolo) probabilmente ridotto ma previsto in primavera, e finanziamenti privati, con la prevista cordata di imprenditori genovesi. E poi i titoli, pochi naturalmente, ma buoni: apre la stagione il 9 marzo «Il lago dei cigni» di Caikovskij (fino a domenica 13) con il Balletto dell'Opera di Kiev. «Pagliacci» di Leoncavallo è invece la prima opera in cartellone (dal 5 al 17 aprile) con la regia di Franco Zeffirelli e diretto da Fabio Luisi (Gaetano d'Espinosa il 12 e17); aggiungiamo il coro di voci bianche, che torna sul palcoscenico dopo quasi un anno di assenza. Tocca poi a «Madama Butterfly» di Puccini (dal 19 maggio al 9 giugno), diretta da Stefano Ranzani e con la regia di Ignacio Garcia. Nel ruolo di Cio-cio-san, la cinese Hui He, interprete di riferimento per questo ruolo, che canterà con un cachet ridotto per venire incontro al teatro. E a titolo completamente gratuito alcuni protagonisti della stagione sinfonica, primo fra tutti il genovese Massimiliano Damerini, che il 2 marzo eseguirà il «Concerto per pianoforte e orchestra n.3» di Beethoven, diretto da Marcello Mottadelli. Niente cachet nemmeno per Gaetano d'Espinosa, sul podio il 22 febbraio - primo appuntamento in assoluto - per un concerto sinfonico-corale. Con direttore del coro, lui sì, fresco di nomina, Marcovalerio Marletta. Ancora in aiuto del teatro Giacomo Sagripanti, che dirigerà il concerto del 25 febbraio; Aldo Ceccato e il violoncellista Enrico Dindo, protagonisti della serata caikovskiana del 4 maggio; Stefano Ranzani, sul podio il 1° giugno per il primo concerto celebrativo dei 150 anni. A tutto ciò si aggiunge l'appuntamento del 21 aprile, con Luis Bacalov nel ruolo di direttore e pianoforte solista.