Carlo Felice, stagione da «dieci»

Paola Setti

Allora era meglio la prima Repubblica, «almeno era fatta di uomini che mantenevano la parola». Dicono i colleghi della Margherita che Rosario Monteleone è «sufficientemente imbestialito». Lui non smentisce anzi toglie il sufficientemente, il giorno dopo l’esclusione dal Governo, un posto di sottosegretario alle Attività produttive che gli è stato soffiato sotto il naso «dagli amici degli amici». La parola non l’hanno mantenuta, Francesco Rutelli e Lamberto Dini che pure l’avevano messa nero su bianco nella direzione nazionale del partito tre mesi fa. «Si sono adeguati a un sistema che io cercherò di combattere sempre, e che è quello degli amici degli amici: se non sei dei loro ti tagliano le gambe» si sfoga ai microfoni di Primocanale. Dice che considera chiuso l’incidente, e che non è deluso tanto dalla Margherita, quanto da «una classe oligarchica che vuole l’autoconservazione». Aggiunge però che proprio i suoi hanno cercato di incastrarlo: (...)