Carlo Negroni Da Bach al jazz, andata e ritorno

Inedito concerto «concettuale» del sofisticato pianista romano

Il concerto di domani, alle 21, al Teatro Dal Verme, a cura della Fondazione I Pomeriggi Musicali in collaborazione con Rai Trade, mostra connotazioni molto speciali. La locandina che annuncia la partecipazione del pianista Carlo Negroni e dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Luciano Giandomenico precisa che si tratta di una prima esecuzione assoluta e mette in evidenza alcune parole insolite: «CONTEMPORANEAmente JAZZ» (sic) e «Jazz Piano Concept» accanto al nome del solista.
Per capire l'importanza della proposta bisogna risalire a un concerto solistico che Negroni, noto quanto meno come pregevole interprete bachiano, tenne due anni fa nel parco di Villa Rufolo a Ravello in un mattino di giugno. Cito a memoria l'incipit tanto bello quanto inatteso e sorprendente. Negroni comincia con un Preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach. Poco dopo la melodia sembra deviare mentre il ritmo incalzante cambia e compaiono in filigrana le note di uno standard del jazz, My Funny Valentine. Il pianista improvvisa sul nuovo tema con impeccabile linguaggio jazzy, poi ritorna al Preludio e continua con questi giochi raffinati per l'intero concerto - che infatti si intitola From Bach to jazz and back - riscuotendo ovazioni clamorose. Ricordo bene che, conclusi gli immancabili bis, si accesero discussioni animate. Molti spettatori dissero che qualcosa di simile l'aveva già fatto uno dei maggiori pianisti del secolo scorso, Friedrich Gulda. Ma non era vero. Gulda scandalizzava les bourgeois improvvisando su temi di Mozart, però non cambiava il linguaggio. Faceva a parte un jazz tutto suo che talvolta aveva echi classici, ma era jazz, senza mixaggi. Quindi Negroni è affatto diverso e dà la splendida impressione dell'inedito. Fra i suoi concerti più riusciti si cita una magnifica esibizione solistica all'Umbria Jazz 2007, nell'Oratorio di Santa Cecilia di Perugia riservato ai recital più sofisticati e originali.
Il concerto del Teatro Dal Verme si definisce a buon diritto una prima assoluta perché questa volta Negroni rischia (il verbo non è casuale) di presentarsi con un'orchestra. Non sono annunciati programmi perché dovrebbero essere decisi al momento dell'esecuzione. L'avvenimento è davvero inaudito, nel senso letterale del termine.
Carlo Negroni
Teatro Dal Verme
Domani sera, ore 21