Carlo Negroni, viaggio elegante tra improvvisazione e Bach

Il pubblico dell’Oratorio Santa Cecilia di Perugia, una delle sale più esclusive di Umbria Jazz, è diverso da quello che due anni fa, a Ravello, accolse con ammirato stupore il progetto Millennium Bach del pianista Carlo Negroni: in pratica, un viaggio solitario da Bach al jazz e ritorno. Eppure l’entusiasmo è altrettanto convinto, anzi più caloroso, sebbene si sappia che il concerto viene registrato dal vivo e quindi non può durare meno di 75 minuti senza interruzioni. La performance è in 11 episodi ma nessuno se ne va, e alla fine c’è perfino un bis. Il brano più emblematico, intitolato Blue Stone, inizia con il Preludio n. 8 del Clavicembalo ben temperato, lievemente modificato, che si trasforma nel 'Round Midnight di Thelonious Monk e infine ricompare: un piccolo capolavoro. Millennium Bach è oggi più elaborato rispetto al 2005 e se ne dovrà riparlare. Per ora l’auspicio è che serva da forza trainante ai migliori progetti di musica crossover che emergono anche in Italia.