Carlo il «pacifista» aveva già calato il passamontagna sul volto

Dopo aver dimostrato documentalmente - con atti processuali - come la Diaz fosse un ritrovo di tute nere e non una scuola per educande (vedi il Giornale del 1 novembre) adesso spuntano nuove rivelazioni sulle ultime ore di Carlo Giuliani, il manifestante no global colpito a morte nel luglio 2001 a Genova. Ore intensissime, quelle della sfortunata icona no global. Trascorse a lanciare pietre e «caricare» le forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza al G8 di Genova del luglio 2001. Già il 25 marzo 2002 il Giornale aveva pubblicato alcune immagini che ritraevano il ragazzo davanti ai cortei delle tute nere e di quelle bianche, armato di un bastone, il viso travisato da un passamontagna sopra una canottiera bianca. Altre fotografie lo immortalavano mentre lanciava sassi e si riparava dietro cassonetti usati a mo’ di barricata. Adesso un rapporto dei carabinieri del Ros, depositato al processo sulle devastazioni nella città di Genova, rivela che Giuliani, poco prima di morire, ha partecipato ad altri assalti ad opera delle frange più estremiste. Esistono foto e filmati che lo ritraggono, di spalle (vedi foto) accanto ai black bloc impegnati negli assalti.