Il «Carlo Porta» premierà anche chi fa spettacolo

Daniele Carozzi

«A coloro che con la loro opera culturale e la loro personalità hanno onorato la città di Milano e le sue tradizioni più significative». È con questo spirito che dal 1964 il premio Carlo Porta consegna il suo riconoscimento a quei milanesi, nativi o di adozione, che abbiano dato lustro alla città della Madonnina, alla sua storia e alla sua «milanesità».
Fedele al medesimo incipit, una giuria costituita da letterati, imprenditori e giornalisti si è riunita nei giorni scorsi per trovare accordi su una rosa di protagonisti dalla quale uscirà il premio Carlo Porta dell'edizione 2005, e la cui consegna avverrà nel prossimo novembre.
Ma dall'anno in corso è prevista una estensione. Infatti, i promotori del Carlo Porta intendono, in aggiunta al personaggio insignito, mettere in risalto e premiare con una targa anche quei cittadini che abbiano acquisito particolari meriti nei settori dell'arte e dello spettacolo.
Fra i tanti nomi illustri che in passato hanno ricevuto la prestigiosa statuetta raffigurante il noto poeta dialettale meneghino, si ricordano ad esempio Giovanni D'Anzi (l’autore di «O mia bela Madunina»), Ambrogio Maria Antonini, Liliana Feldmann. Ma anche Luciano Visintin, Carlo Castellaneta, Francesco Ogliari, Cesare Comoletti, Antonio Greppi, Ernesto Treccani e il cardinale Giovanni Colombo. Giusto per citarne alcuni, e neppure in ordine temporale.